Omelie Vescovo

Omelia del Vescovo per il funerale di Fabio Piga

Omelia del Vescovo Giuseppe Baturi per il funerale di Fabio Piga

Cagliari 6 maggio – Chiesa parrocchiale di Sant’Elia

Rm 8,31-35.37-39 
Mc 15, 33-39;16,1-6

 

Il Vangelo appena proclamato racchiude in pochi passaggi il compiersi della vicenda di Gesù di Nazaret, il Figlio di Dio che si è consegnato liberamente a un’ingiusta morte per far guadagnare a noi una vita nuova, un destino di felice eternità.

In questo Vangelo siamo tutti presenti, c’è il caro Fabio, grande e buono, i suoi genitori e le sorelle, c’è la fidanzata, gli amici e i parenti. Siamo in quel buio che scese sulla terra, come l’oscurità di questo momento di dolore e smarrimento; il grido di Gesù sulla croce quasi riassume il grido dell’uomo di fronte all’enigma della morte, soprattutto così violenta e ingiustificata; l’apparente abbandono del Padre parla a ogni nostro sconforto, come lo sconcerto delle donne di fronte a un masso così grande, a un peso che grava in modo così esorbitante sul cuore. Il dolore per la morte di Fabio sembra chiudere il cuore con il suo peso e privare di speranza.

Ma nel profondo di quel buio, accade impensabile, un annuncio che ridà vita e apre il futuro: non abbiate paura, Gesù non è tra i morti, è risorto. Non può essere cercato tra i noi, ma solo nella fede della risurrezione. Il masso che chiude il passaggio alla vita e che schiaccia il cuore è stato tolto da un amore più grande della morte. L’amore ha operato l’impensabile. In questo momento di buio, custodiamo come punti-luce ogni vera esperienza di amore e ci stringiamo all’Amore più grande. Gesù è risorto da morte e in lui abbiamo la felice speranza che la morte non abbia più potere, la certezza di una vita senza fine. «Chi ci separerà dunque dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? In tutte queste cose noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati» (Rm 8,35.37). Neanche la morte e la tribolazione possono separarci dall’amore del Signore.

Cari fratelli e amici, Gesù si è lasciato inchiodare su quella croce per potersi distendere su ogni nostra croce, accanto a ogni uomo crocifisso. Anche Fabio è accolto nella croce di Cristo per essere attirato alla sua vita eterna. Non abbiate paura, Cristo ha vinto la morte compiendo, aldilà del nulla, ogni speranza di vita. Non abbiate paura.

Il mio compito è dire la profondità del nostro dolore insieme alla profondità della speranza cristiana basata sulla certezza della risurrezione di Cristo Gesù.

Fabio era buono, lo testimoniano quanti lo hanno conosciuto e lo attesta questa grande assemblea, composta e partecipe. Certamente per lui i genitori hanno pregato innumerevoli volte. Il bene fatto non va perduto, le vostre preghiere non cadono nel vuoto. Quando gli uomini hanno finito di operare le loro azioni, Gesù Cristo, morto e risorto accoglie i “suoi” in quella “casa” in cui tutto si compie, ogni speranza di felicità, ogni desiderio di bene, l’amore dato e ricevuto. Nell’abbraccio di Dio, tutto si compie e nulla si perde. Fabio non ha vissuto inutilmente perché tutto ora può trovare la propria pienezza.

Proprio l’esperienza dell’amore di Dio rende più acuto il dolore per una città in cui il tema della violenza, soprattutto dei giovani, si sta facendo allarmante. La nostra è una città bella e accogliente, ma che rischia di essere abbandonata in alcuni suoi ambiti e territori all’incuria, alla mentalità del non voler vedere e sentire per non voler intervenire. Siamo tutti responsabili della convivenza, impegnati a curarne l’armonia e l’ordine, la bellezza e la qualità di vita. La gente come Fabio ci insegna che la vita va vissuta sempre intensamente, sempre assumendo in prima persona la responsabilità di un intervento, di una cura del bene degli altri, del bene di tutti.

Lo sguardo si allarga ai tanti giovani che hanno il cuore grande e chiedono di essere aiutati ad aver fiducia nella vita, domandano la presenza di adulti in grado di comprenderne l’intima aspirazione, insieme alla fatica, e di accompagnarli lungo l’esistenza. Non lasciamoli soli, offriamo loro, nella testimonianza della nostra esistenza ragioni di vita e di speranza. Il dolore e l’affetto per Fabio e i suoi cari, diventa preghiera e supplica, che vuole considerare anche chi ha inferto una ferità così grande e i tanti giovani delusi e smarriti, in cerca di illusorie e apparentemente facili esperienze deformanti. Non è mai una soluzione fuggire la realtà, ma semmai quella di cercare, abbracciare, testimoniare ragioni per amarla intensamente.

La fede è questa ragione. Per questa fede partecipiamo al vostro dolore, preghiamo il Signore della vita per la felicità eterna di Fabio e perché abbiate voi la consolazione della fede, invitiamo tutti a un lavoro quotidiano per rendere più bella e sana la nostra città e il nostro quartiere, a testimoniare ai giovani quella passione per la vita che la fede dona ed esalta.

Sotto la croce era presente Maria, la Madre. Ti accolga e ti conduca al Figlio, nel seno del Padre. Adesso che le cose del mondo tacciono, guarda Dio, caro Fabio, e nei suoi occhi continua a guardare con amore i tuoi cari. Noi continueremo a pensarti e a pregare per te.

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