L’Arcivescovo di Cagliari

 

Lettera all’Arcidiocesi di Cagliari

Le nostre comunità e il diffondersi del “coronavirus”: scelte di realismo, fiducia e speranza

 

La Chiesa che è in Italia condivide la situazione di disagio e di sofferenza che il nostro Paese sta attraversando a causa del diffondersi del “coronavirus” (COVID-19). Non può essere diversamente. La comunità cristiana, infatti, vivendo tra gli uomini, ne condivide i bisogni e ne avverte i problemi, le gioie e le speranze: nulla vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel cuore dei discepoli di Cristo (Gaudium et Spes, 1).

Questo momento richiede – come ha dichiarato il Capo dello Stato – senso di responsabilità da parte di tutti, evitando assolutamente stati di ansia immotivati e spesso controproducenti.

Guardiamo con particolare interesse a quanti ci testimoniano un’umanità genuina e generosa: i ricercatori, gli operatori della sanità, quanti sanno esprimere solidarietà e vicinanza alle persone che soffrono. Molti, poi, affermano l’urgenza di far valere ragioni di vita essenziali e profonde, compiendo scelte importanti e di gratuita dedizione.

Come cristiani desideriamo vivere questo momento nella fede del Signore Risorto, nella carità verso i fratelli più deboli, partecipando all’edificazione di una comunità umana unita, fiduciosa e solidale. La Chiesa invita a pregare e confidare nel Signore, diffonde fiducia e speranza, compie gesti di prossimità e amicizia.

La responsabilità delle comunità cristiane si esprime anche nella piena accoglienza delle misure disposte dal Governo nel Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 4 marzo u.s., ispirate al principio di precauzione e volte a contenere il rischio di contagio del “coronavirus”, alla luce dei comunicati della Conferenza Episcopale Italiana e della Conferenza Episcopale Sarda di ieri, 5 marzo. Sono indicazioni che possono rivelarsi una preziosa occasione per sperimentare la collaborazione e la solidarietà tra i sacerdoti e le comunità parrocchiali.

A seguire i punti che più interessano le nostre comunità.

  1. Celebrazioni liturgiche

Il comunicato della CEI ribadisce, all’esito del confronto con il Governo, che nelle aree non a rischio, quale è la nostra, è possibile celebrare la Santa Messa e promuovere gli appuntamenti di preghiera che caratterizzano il tempo della Quaresima (liturgia penitenziale, via crucis, adorazione eucaristica…), purché sia assicurato il rispetto delle indicazioni diramate del Governo, e in particolare la possibilità di mantenere la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro. Questo vuol dire che se l’attività liturgica prevista non può essere svolta in condizione di sicurezza, essa va rimodulata (ad esempio aumentando i momenti celebrativi o ambientandola in spazi più ampi) o, come extrema ratio, sospesa. Per tutto questo, si rivela particolarmente preziosa la collaborazione tra sacerdoti.

La Conferenza Episcopale Sarda ha fornito ulteriori precisazioni, in linea con quanto deciso nel resto d’Italia:

  • inserire nella preghiera universale un’intenzione apposita, che potrebbe essere formulata in questi termini: Preghiamo per il nostro popolo e per il mondo intero, perché in questi giorni difficili il Signore conceda la grazia della guarigione ai malati, doni consolazione a chi è nel dolore, sostenga chi si sente solo e scoraggiato, guidi gli operatori sanitari, illumini i responsabili del bene comune;
  • i fedeli ricevano la Comunione sulle mani e non sulla bocca;
  • per lo scambio di pace si eviti la stretta di mano, ma si adotti un gesto di reciproca attenzione con i vicini di banco, mantenendo quindi l’invito liturgico;
  • si tolga l’acqua benedetta dalle acquasantiere.
  1. Manifestazioni, eventi, spettacoli

Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri ha disposto per l’intero territorio nazionale, fino al 3 aprile, la «sospensione delle manifestazioni, degli eventi e degli spettacoli di qualsiasi natura, ivi inclusi quelli cinematografici e teatrali, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato, che comportano affollamento di persone tale da non consentire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro» (art. 1, b). Conseguentemente vanno rinviate le manifestazioni, gli eventi e gli spettacoli che non possano rispettare la misura di sicurezza indicata, se necessario in dialogo con le competenti autorità pubbliche.

  1. Visita agli ammalati e anziani

Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri contiene l’«espressa raccomandazione a tutte le persone anziane o affette da patologie croniche o con multimorbilità ovvero con stati di immunodepressione congenita o acquisita, di evitare di uscire dalla propria abitazione o dimora fuori dai casi di stretta necessità e di evitare comunque luoghi affollati nei quali non sia possibile mantenere la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro» (art. 2, b).

Si suggerisce la visita domiciliare a queste persone da parte dei sacerdoti e delle persone a ciò incaricate, anche per il rito della comunione agli infermi, quando richiesta dagli interessati o previo accordo e sempre adottando tutte le precauzioni del caso.

  1. Catechesi e oratorio

In linea con il criterio precauzionale adottato dal Decreto governativo circa la sospensione dei servizi educativi e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, gli incontri e le attività legate alla catechesi dei bambini e dei ragazzi sono sospese fino al 15 marzo 2020. Ai parroci e ai catechisti, in collaborazione con le famiglie, è chiesta la disponibilità a mantenere vivo e creativamente costante il rapporto con il gruppo dei bambini e dei ragazzi, valorizzando le possibilità offerte dai social e attraverso altre forme di condivisione e di collegamento. Indicazioni più precise saranno date dall’Ufficio catechistico diocesano.

Le attività di oratorio all’aperto e le attività sportive di base sono ammesse – in ottemperanza alle indicazioni del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri – esclusivamente a condizione che sia possibile consentire una distanza interpersonale di almeno un metro (art. 1, c).

  1. Attività caritative

Le attività caritative verso i poveri (centri di ascolto, distribuzione dei viveri e di vestiario, mense dei poveri, accoglienze notturne e diurne) continuano regolarmente ma devono essere ripensate e adeguate secondo i suggerimenti dati dalla Caritas diocesana.

  1. Eventi diocesani

Gli Uffici di Curia invieranno quanto prima ai propri referenti l’elenco delle iniziative sospese e il calendario di quelle confermate. Eventuali altre comunicazioni saranno diramate, come al solito, tramite i media dell’Arcidiocesi e in particolare il sito internet www.chiesadicagliari.it.

  1. Indicazioni generali

Nelle chiese e negli ambienti pastorali sia ben visibile il manifesto “Dieci comportamenti da seguire” a cura del Ministero della salute e dell’Istituto superiore di sanità. Infine, pare opportuno consigliare a quanti presentano sintomi influenzali di valutare la partecipazione alle attività comuni per rispetto della comunità.

Per qualsiasi dubbio è bene rivolgersi ai competenti Uffici della Curia diocesana. Sarà mia cura integrare e, se del caso, modificare queste indicazioni in relazione alle mutate condizioni.

Nostra Signora di Bonaria volga il suo sguardo di misericordia su di noi e ci accompagni con la sua fedeltà.

 

Cagliari, 6 marzo 2020

+ Giuseppe Baturi
Arcivescovo

 

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>>> Indicazioni del’Ufficio catechistico per il contenimento della diffusione virale

>>> Indicazioni della Caritas diocesana per il contenimento della diffusione virale

>>> Decalogo del Ministero della salute e dell’Istituto superiore di sanità