26 febbraio 2017Catechesi, Diocesi, Liturgia

giornata della bibbia 2017 icoCome stabilito dal Vescovo nel messaggio per la Quaresima 2017, domenica 5 marzo nella nostra diocesi si terrà la «Giornata della Bibbia». Il tema prescelto è tratto dal libro del Deuteronomio: «L’uomo non vive soltanto di pane, ma vive di quanto esce d alla bocca del Signore» (Dt, 8,3). Sarà un’occasione per accogliere con rinnovato slancio l’invito a riscoprire il tesoro che è la Bibbia e a fondare la propria fede nell’ascolto costante della Parola. Ogni comunità è chiamata a esprimere uno speciale impegno nella conoscenza della Bibbia e soprattutto nell’esperienza della Lectio divina.


Proposte per la celebrazione
della prima domenica di Quaresima

 – Monizione introduttiva della celebrazione eucaristica
Nella prima domenica di Quaresima celebriamo nella nostra diocesi la Giornata della Bibbia. È una proposta concreta per tutta la Quaresima quella di nutrirci ogni giorno della parola di Dio e di partecipare alle occasioni che ci verranno offerte di Lectio divina e di conoscenza della Sacra Scrittura. Come auspicato da papa Francesco in «Misericordia et Misera», la Giornata della Bibbia è «una domenica dedicata interamente alla Parola di Dio, per comprendere l’inesauribile ricchezza che proviene da quel dialogo costante di Dio con il suo popolo». Conosciamo il primato che Parola di Dio ha nella vita della Chiesa. L’ascolto della Parola di Dio parte dalla celebrazione liturgica. Cristo infatti «è presente nella sua Parola, giacché è Lui che parla quando nella Chiesa si legge la sacra Scrittura» (Sacrosanctum Concilium 7), ed è nella liturgia che «la Parola di Dio è celebrata come parola attuale e vivente» (Verbum Domini 52).

– Segno
Per evidenziare la continuità tra la proclamazione liturgica della Parola di Dio e l’ascolto della Parola in tutta la vita della Chiesa, il libro che si porta in processione e viene intronizzato deve essere lo stesso da cui si leggono le letture durante la messa, almeno nelle domeniche, cioè l’evangeliario o, se non lo si ha, il lezionario.

– Breve introduzione alla Liturgia della Parola
Ci disponiamo con fede all’ascolto della Parola di Dio: ecco l’annuncio che apre il cuore alla gioia, alla novità e alla speranza. Il silenzio e la disponibilità del cuore e della mente, ci aiutino ad accogliere la Parola che, come seme prezioso e nuovo, il Signore vuole seminare in noi!

– Dopo la proclamazione del Vangelo oppure alla fine della Messa
Consegna della Bibbia ai catechisti o ai lettori o ai giovani oppure a un bambino, un giovane, una coppia, una famiglia, un anziano accompagnando il gesto con queste o simili parole:

Accogli questa Bibbia come Parola di Dio
da parte della Chiesa.
Impegnati a conoscerla, meditarla e viverla,
personalmente e con i tuoi cari (amici),
come Parola di luce e di consolazione
che Dio rivolge a noi suo popolo,
per il bene della chiesa e della società.

Amen

Altre proposte

– Proporre durante la Quaresima dei momenti di approfondimento e di preghiera con la Bibbia (Lectio), privilegiando la presentazione delle letture domenicali della Parola di Dio.

– Presentare ed incoraggiare la lettura del Messaggio al popolo di Dio della XII Assemblea Generale Ordinaria del sinodo dei vescovi, 9:

Il terzo pilastro dell’edificio spirituale della Chiesa, casa della Parola, è costituito dalle preghiere, intessute – come ricordava san Paolo – da «salmi, inni, cantici spirituali» (Col 3, 16). Un posto privilegiato è occupato naturalmente dalla Liturgia delle Ore, la preghiera della Chiesa per eccellenza, destinata a ritmare i giorni e i tempi dell’anno cristiano, offrendo, soprattutto col Salterio, il cibo quotidiano spirituale del fedele. Accanto ad essa e alle celebrazioni comunitarie della Parola, la tradizione ha introdotto la prassi della Lectio divina, lettura orante nello Spirito Santo, capace di schiudere al fedele il tesoro della Parola di Dio, ma anche di creare l’incontro col Cristo, parola divina vivente.
Essa si apre con la lettura (lectio) del testo che provoca una domanda di conoscenza autentica del suo contenuto reale: che cosa dice il testo biblico in sé? Segue la meditazione (meditatio) nella quale l’interrogativo è: che cosa dice il testo biblico a noi? Si giunge, così, alla preghiera (oratio) che suppone quest’altra domanda: che cosa diciamo noi al Signore in risposta alla sua parola? E si conclude con la contemplazione (contemplatio) durante la quale noi assumiamo come dono di Dio lo stesso suo sguardo nel giudicare la realtà e ci domandiamo: quale conversione della mente, del cuore e della vita chiede a noi il Signore?
Di fronte al lettore orante della Parola di Dio si erge idealmente il profilo di Maria, la madre del Signore, che «custodisce tutte queste cose, meditandole nel suo cuore» (Lc 2, 19; cf. 2, 51), cioè – come dice l’originale greco – trovando il nodo profondo che unisce eventi, atti e cose, apparentemente disgiunti, nel grande disegno divino. O anche si può presentare agli occhi del fedele che legge la Bibbia l’atteggiamento di Maria, sorella di Marta, che si asside ai piedi del Signore in ascolto della sua parola, impedendo che le agitazioni esteriori assorbano totalmente l’anima, occupando anche lo spazio libero per «la parte migliore» che non ci dev’essere tolta (cf. Lc 10, 38-42).

Bibliografia essenziale

– Concilio Vaticano II, Dei Verbum, cap. 6.
– CEI, La Bibbia nella vita della Chiesa (1995).
– Benedetto XVI, Verbum Domini, Esortazione Apostolica Postsinodale sulla Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa.

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