9 Febbraio 2016Anno santo 2016, Liturgia, Vescovo

arrigo miglio messa crismale 2014Carissimi fratelli e sorelle,
è iniziato il cammino che ci porta verso la Pasqua, per un incontro sempre  più profondo con il Signore Gesù Risorto che vuole rinnovare la grazia del nostro Battesimo. Gesù Risorto ci offre il dono dello Spirito Santo, frutto della sua morte e risurrezione: per questo il cammino che inizia con la Quaresima culmina nella Pasqua e si prolunga  fino a Pentecoste. È il tempo più ricco e più prezioso di tutto l’anno cristiano.
Siamo accompagnati in questo percorso dalla consolazione dell’Anno Santo della Misericordia e dal Messaggio quaresimale di papa Francesco, che ci invita a guardare in modo particolare a Maria, Madre di Misericordia, Lei stessa primo e più grande frutto della Misericordia del Padre.
Da parte mia desidero ricordare alcuni impegni particolari che ci possono aiutare a tradurre nella vita quotidiana lo spirito e la grazia del tempo quaresimale.

1. Digiuno, carità e parola di Dio
Ogni anno entriamo nella Quaresima seguendo Gesù nel deserto. Siamo dunque invitati in questo tempo a riscoprire il valore e la bellezza del deserto e del digiuno: deserto inteso come silenzio e come tempo dedicato ad ascoltare il Signore, digiuno come libertà da ogni eccesso e dipendenza, da cibo, rumori, immagini, parole inutili, ecc., per avere qualcosa in più da condividere e per imparare a nutrirci della Parola di Dio. La norma canonica ci chiede assai poco: astinenza e digiuno il Mercoledì delle Ceneri e il Venerdì Santo, astinenza (dalla carne e da altri cibi costosi) in tutti i venerdì di Quaresima. Abbiamo bisogno di fare qualcosa di più e di tradurre il frutto dell’ascesi in carità verso i più poveri.
«Non di solo pane vive l’uomo ma di ogni parola che esce dalla bocca del Signore»(Dt. 8,3): con queste parole Gesù respinge la prima tentazione nel deserto e invita i discepoli a intensificare i momenti di ascolto della Parola. Mettiamo dunque al primo posto la Lectio divina, specialmente quella che prepara la celebrazione domenicale.
Le pagine evangeliche assegnate per le prime cinque domeniche della Quaresima di quest’anno ci offrono un percorso interessante. Nella prima domenica possiamo osservare il dialogo tra il Tentatore e Gesù: ambedue citano testi biblici, ma Gesù indica un rapporto con Dio diametralmente opposto a quello suggerito dal Tentatore. Nel vangelo della seconda domenica risuona la parola «Ascoltatelo»: un invito a trovare anzitutto il tempo per ascoltare il Verbo Gesù, Parola di Dio. Nel vangelo della terza domenica veniamo invitati a valorizzare il tempo che il Signore ancora ci lascia come segno della sua misericordia, pensando alla nostra conversione senza cercare sempre altri più colpevoli di noi. Nella quarta domenica leggiamo la parabola del Padre Misericordioso, dove possiamo ritrovarci rappresentati in ciascuno dei due figli. Il vangelo della quinta domenica è quello famosissimo dell’adultera che sta per essere lapidata. Anche in questa pagina possiamo cogliere il vero volto della misericordia del Signore, che salva dalla morte e chiama tutti, accusatori e accusata, a cambiare vita.
Questi pochi esempi vogliono essere un invito a considerare fin dall’inizio della Quaresima tutto l’itinerario biblico che la Liturgia ci offre, sia quello festivo sia quello feriale, e a gustarlo nella lettura pregata del vangelo e delle altre letture bibliche che lo accompagnano e lo commentano.

2. La testimonianza della carità
Nell’Anno Santo della Misericordia siamo invitati a esercitare con maggiore generosità le 7 Opere di Misericordia spirituale e le 7 Opere di Misericordia corporale. In questa prospettiva invito a valorizzare in modo speciale la Giornata diocesana della Caritas, nella terza domenica di Quaresima, 28 febbraio. Abbiamo bisogno anzitutto di rileggere con attenzione e con riconoscenza la «cronaca bianca della Carità», che ci viene raccontata ogni giorno dai molti volontari che operano sia nella Caritas diocesana sia nelle Parrocchie: è una cronaca vera, concreta, scritta da persone reali, laici e preti che non fanno rumore, con la ricchezza e i limiti di ciascuno, i quali con il loro impegno ci dicono due cose in particolare: «quello che noi facciamo lo puoi fare anche tu, chiunque tu sia» e «oggi abbiamo bisogno proprio di te». Affido la Giornata della Caritas alla preghiera di Gianluca: in molti lo incontravamo nelle strade della Marina e in viale Fra Ignazio a Cagliari e chi riusciva a superare il primo impatto col «questuante» scopriva un sorriso e un cuore da fare invidia a molti. Se n’è andato in silenzio, per la società lui non era nessuno, né da vivo né da morto, e oggi dal Cielo ci chiede di essere più attenti ai tanti «nessuno» che ogni giorno ci passano accanto.

3. La preghiera e il silenzio
Altro appuntamento importante è quello delle 24 ore per il Signore, nei giorni 4-5 marzo, esperienza forte di silenzio e di preghiera, specialmente nelle ore notturne, uniti a Gesù che molte volte passava la notte in preghiera, specialmente alla vigilia di scelte particolarmente importanti. Ogni Forania provvederà a garantire almeno un luogo dove si viva questa esperienza, con piena libertà per altre parrocchie e chiese che vorranno fare propria la medesima iniziativa. Affido la «24 ore per il Signore» alla preghiera del beato Nicola da Gesturi, Fra Silenzio, perché ci aiuti a riscoprire e gustare il silenzio che permette a Dio di parlarci.
Per i giorni delle Quarantore e per le Liturgie Penitenziali sono a disposizione le schede preparate dall’Ufficio Liturgico; per la Via Crucis invito inoltre a ripercorrere il racconto della Passione secondo Luca, suddiviso nelle 14 stazioni (Lc. 22,39-23,56).

4. Verso un cambiamento di vita
Affido l’animazione del tempo quaresimale e della Pasqua in modo particolare ai giovani e alle famiglie: animate voi per primi gli incontri di preghiera, scoprite di quale digiuno abbiamo bisogno oggi, aiutateci tutti a tenere gli occhi aperti sui poveri più dimenticati. Ci conceda il Signore di sperimentare la gioia che nasce dal cambiamento di vita e dalla scoperta che ogni proposta che ci viene dal Signore ha come fine quello di condurci ad una gioia più grande.
Maria, primo frutto della Misericordia del Padre, Madre di Misericordia e fonte della nostra gioia, che a Lourdes e tante altre volte ci hai invitati a cambiare vita, prega per noi.