29 Ottobre 2014Comunicazioni sociali

Layout 1Accompagno volentieri con una parola di augurio questo numero del nostro settimanale diocesano che esce rinnovato nella sua veste editoriale.
È segno non secondario di una volontà di aggiornamento e di attenzione alla realtà che cambia continuamente e chiede, specialmente agli strumenti della comunicazione, di cogliere sempre nuove opportunità e nuovi strumenti per raggiungere le persone e la realtà in cui vivono. Il nostro settimanale di cambiamenti ne ha conosciuti più di uno e con questo rinnovamento di impostazione intende consolidare il proprio impegno in più direzioni.
In primo luogo verso le periferie, richiamate spesso dal Santo Padre, in senso geografico, sociale ed esistenziale. Per un settimanale diocesano questo significa avere una attenzione privilegiata per le parrocchie e i centri più lontani dal Capoluogo, dove spesso si incontrano ricchezze spirituali e culturali che attendono di essere condivise. “Popolare” e “parrocchiale” sono due aggettivi che appartengono alla storia e al DNA dei settimanali cattolici italiani, voci libere anche perché sostenute dai cattolici stessi di ciascuna diocesi e non da altri mecenati. Liberi quindi anche di dare spazio e voce a chi non ha voce.
In secondo luogo l’impegno a fare rete, con tutti gli altri strumenti della comunicazione diocesani e parrocchiali (radio, siti, stampe) e con tutte le altre voci del mondo cattolico sardo. Inoltre, c’è l’impegno a proseguire un cammino con tutte le Chiese che sono in Italia, specialmente attraverso la collaborazione della FISC (Federazione italiana settimanali cattolici), che ringraziamo per la vicinanza dimostrataci. E il mondo “laico”? Abbiamo bisogno gli uni degli altri, per non chiuderci e per cercare insieme vie di solidarietà e di promozione sociale.
A tutti dobbiamo un grazie sincero e leale, con l’impegno di stimolarci sempre a vicenda nel servizio alla verità e al bene comune.

+ Arrigo Miglio