2 Settembre 2013Diocesi, Liturgia

papa francesco angelus

Messaggio dell’Arcivescovo
per la giornata di preghiera e digiuno
per la pace in Medio Oriente
di sabato 7 settembre

L’accorato appello lanciato da Papa Francesco domenica 1 settembre per la pace nel Medio Oriente ha colpito profondamente il mondo intero per la sua chiarezza e per il profondo coinvolgimento con cui il Papa sta vivendo la situazione drammatica della Siria e di tutto il Medio Oriente. Noi ci prepariamo ad accogliere Papa Francesco e stiamo facendo ogni sforzo per offrirgli un’accoglienza che rispetti il suo stile di sobrietà e di essenzialità. Sarà certamente per tutta la Sardegna un giorno di festa il 22 settembre, ma tale giornata vorrà essere anche un momento di profonda condivisione delle preoccupazioni e delle intenzioni di preghiera del Santo Padre, quelle intenzioni che lui viene a portare ai piedi di Maria, presso il Santuario di Bonaria; dopo le parole pronunciate all’Angelus domenica scorsa lo stile della nostra accoglienza dovrà essere ancora più attento e partecipe della sofferenza che il Papa si porta nel cuore e che ieri ha espresso con un vigore che ha colpito tutti. Non è dunque solo un problema di stile per la nostra accoglienza: ci sentiamo interpellati dall’appello di Papa Francesco, non possiamo sentirci estranei al dramma dei nostri fratelli siriani e le parole del Papa devono farci sentire in qualche modo corresponsabili della grande sfida della pace.  “Che cosa possiamo fare noi?” si è chiesto domenica il Papa, rispondendo così: “Come diceva Papa Giovanni: a tutti spetta il compito di ricomporre i rapporti di convivenza nella giustizia e nell’amore. Una catena di impegno per la pace unisca tutti gli uomini e le donne di buona volontà”.

Il Papa ci invita ad una giornata di preghiera e di digiuno sabato prossimo 7 settembre: preghiera e digiuno non sono un accostamento casuale ma due termini che si illuminano a vicenda. Il digiuno ci permette di superare una preghiera che rimanga solo sulle labbra, perché la preghiera autentica deve scendere nel cuore e toccare la nostra carne, farsi compassione, “dolore di viscere”, come si esprime più volte il Vangelo parlando della compassione di Gesù. La preghiera a sua volta ci ricorda che un aiuto vero ed efficace ci viene solo dall’alto, una grazia capace di cambiare il nostro cuore e di renderci strumenti autentici ed efficaci di giustizia e di pace.

Sabato 7 settembre è per la nostra Diocesi un giorno di festa, perché riceve il dono di due nuovi presbiteri e di due diaconi. Può essere giornata di preghiera e digiuno? Verrebbe voglia di rispondere: “Come possono digiunare gli invitati quando lo sposo è con loro?”. Ma attenzione: preti e diaconi stanno intorno alla mensa eucaristica per offrire il sacrificio di Cristo, che si rende presente sull’altare per chiamarci a diventare sacrificio con Lui, offrendo la nostra vita con la sua al Padre per la salvezza degli uomini. E nel momento culminante della celebrazione sacramentale ripetiamo sempre: “… nell’attesa della Tua venuta”. La chiamata ad offrirsi con Cristo e l’attesa del suo ritorno glorioso danno anche ai momenti di festa dei cristiani un tono di preghiera e di condivisione delle sofferenze del mondo. Sono certo che così sarà anche per i nuovi sacerdoti e diaconi e per le loro famiglie ed i loro amici.

Per accogliere l’invito del Santo Padre e per unirci alla preghiera che Lui presiederà sabato 7 sera in Piazza San Pietro, ci ritroveremo anche noi in quella stessa sera a partire dalle ore 21.00 davanti alla Basilica di Bonaria, proprio là dove Papa Francesco celebrerà il Sacrificio eucaristico domenica 22 settembre. Il giorno seguente, 8 settembre festa della natività di Maria, tutte le parrocchie sappiano trovare un tempo e un modo adeguati di preghiera secondo l’intenzione che il Santo Padre ci affida.

+ Arrigo Miglio

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