
È stata inaugurata questa mattina, in via Sant’Ignazio da Laconi 56/A a Cagliari, la prima bottega di Terre Ritrovate, nuovo spazio polifunzionale dedicato alla valorizzazione delle produzioni locali e alla promozione di un modello di consumo più consapevole. Alla cerimonia ha preso parte Monsignor Giuseppe Baturi, Arcivescovo di Cagliari, insieme ai rappresentanti dell’Assessorato regionale dell’Agricoltura, ai promotori del progetto e a numerosi rappresentanti delle istituzioni e delle realtà coinvolte.
La bottega nasce come luogo di incontro tra produttori e cittadini, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio agroalimentare della Sardegna e rafforzare il legame tra territorio, comunità e produzioni di qualità. Oltre a offrire durante tutto l’anno i prodotti della rete Terre Ritrovate, ospiterà degustazioni, laboratori, incontri culturali e iniziative dedicate alla biodiversità, all’agricoltura sociale e alla cultura del cibo.
Nel suo intervento, Monsignor Baturi ha sottolineato il valore del progetto come risposta concreta alla cura del territorio e delle relazioni. «Senza una vera comunità – ha detto – anche il creato viene abbandonato. Non a caso le prime parole della Genesi a proposito della creazione dell’uomo sono: coltivare, lavorare e custodire. Non c’è custodia senza lavoro».
L’Arcivescovo ha evidenziato come l’iniziativa rappresenti un modello di sviluppo capace di mettere al centro la persona e il territorio. «Oggi – ha ribadito – è un momento davvero bello, perché questa iniziativa si inserisce nell’idea di uno sviluppo che passa attraverso il lavoro a contatto con la natura, per creare nuove possibilità di vita e favorire una vita piena».
Monsignor Baturi ha inoltre richiamato il significato di un’economia che coniughi qualità e solidarietà. «Crediamo nella bontà di questo lavoro: fa bene a chi produce, fa bene al territorio e fa bene anche a Cagliari, che si apre a una possibilità di consumo solidale. La solidarietà non significa accontentarsi di qualcosa di meno buono. Qui, invece, la sfida è fare il bene offrendo il meglio, con la massima soddisfazione anche per chi consuma».
In conclusione, l’Arcivescovo ha espresso l’auspicio che la nuova bottega possa diventare un’esperienza capace di generare altri percorsi virtuosi. «Sono davvero contentodi questa apertura – ha affermato – che può diventare l’esempio di ulteriori iniziative. Ma anzitutto facciamo crescere questa».
L’apertura della bottega rappresenta una nuova tappa nel percorso di Terre Ritrovate, progetto che promuove un’economia capace di coniugare sostenibilità ambientale, inclusione sociale e sviluppo locale, mettendo al centro la dignità del lavoro, la collaborazione tra le persone e la valorizzazione delle risorse del territorio.
