
Nota del Capitolo Metropolitano della Primaziale di Cagliari
Così come avvenne nel 1926, il Capitolo Metropolitano della Primaziale di Cagliari — una delle istituzioni più antiche dell’Archidiocesi, forte di una storia millenaria — si annovera tra i protagonisti del grande evento giubilare che stiamo vivendo: il centenario della dedicazione del tempio più grande della Sardegna, della sua elevazione a Basilica Minore e della seconda incoronazione del venerato simulacro di Nostra Signora di Bonaria.
Il 22 aprile 1926 furono i Canonici e i Beneficiati del Duomo ad assistere il cardinale Gaetano Bisleti, Legato Pontificio, nella lunga e complessa cerimonia di dedicazione della maestosa chiesa neoclassica. Il solenne rito, iniziato alle sette del mattino, si svolse a porte chiuse, con la sola presenza dei capitolari, mentre il resto del clero e il popolo attendevano all’esterno della Basilica. I grandi portoni furono aperti dopo le undici, permettendo alla moltitudine dei fedeli di varcarne la soglia e di restarne ammirata.
A distanza di un secolo, il Capitolo Metropolitano ha rivissuto quel medesimo legame con il Cardinale in forma intima e privata, cantando insieme, nel coro della Cattedrale, l’Ora Terza. Al termine della salmodia, l’Arcivescovo, accogliendo il desiderio unanime dell’intero consesso capitolare, ha conferito al cardinale Zuppi la dignità di Canonico onorario del Capitolo Metropolitano, quale segno di stima e gratitudine per la sua visita a Cagliari. Sua Eminenza ha accettato di buon grado il primo stallo d’onore nella nostra Cattedrale, edificando canonici e beneficiati con il suo tratto umano, sincero ed elevato, nobile e insieme permeato di preghiera e grazia soprannaturale.
L’istituto dei canonici onorari fu introdotto nel nostro Capitolo a partire dal 1892, con l’entrata in vigore delle costituzioni promulgate dall’arcivescovo Vincenzo Gregorio Berchialla. Essi, a differenza dei canonici comunemente detti “effettivi”, non sono tenuti all’obbligo del coro né godono di “voce in Capitolo”. La loro aggregazione al consesso capitolare ha carattere propriamente onorifico, pur comportando la partecipazione ai titoli, agli onori e ai privilegi ad esso connessi.
Il Capitolo Metropolitano di Cagliari è tuttora annoverato nell’Annuario Pontificio tra quelli “privilegiati”, in virtù della dignità di “Protonotari Apostolici ad instar” conferita ai suoi canonici dai pontefici Pio VII, Pio X e Paolo VI. Nel caso del nostro nuovo Canonico onorario, il cardinale Zuppi, tale onorificenza risulta, per così dire, “superata” dalla maestà della porpora romana di cui egli è insignito; la sua affiliazione al Capitolo assume pertanto un valore eminentemente spirituale.
Il canonicato è uno di quegli uffici ecclesiastici che comportano non soltanto un onore, ma anche un onere. Nel corso dei secoli, tale onere si è espresso soprattutto in prerogative di governo diocesano, oggi affidate ad altri organismi. Esso costituiva il “Senato” del Vescovo. Con l’entrata in vigore del Codice di Diritto Canonico del 1983 ne sono tuttavia rimasti due aspetti fondamentali, tutt’altro che marginali o meramente decorativi, che riconducono le origini di tale consesso ai tempi di sant’Eusebio di Vercelli e sant’Agostino d’Ippona: la preghiera comune e la fraternità sacerdotale. Furono infatti questi due santi Vescovi a radunare attorno a sé i presbiteri della città episcopale, sotto le volte delle rispettive Cattedrali, affinché condividessero quotidianamente la preghiera e la mensa.
Questo è, ancora oggi, l’impegno del Capitolo: elevare con regolarità la preghiera pubblica e solenne, nella Chiesa Madre dell’Arcidiocesi, ed esser segno concreto di fraternità sacerdotale. Il canonicato onorario del cardinale Zuppi, le cui virtù e i cui meriti sono noti, si propone quale esempio e stimolo per tutti i capitolari, affinché vivano fedelmente il proprio compito di piccola comunità orante e fraterna.
Fin dagli albori della sua storia, il nostro Capitolo Metropolitano è composto da canonici e beneficiati. Secondo la veneranda tradizione cagliaritana, furono proprio questi ultimi, all’indomani del trasferimento della Cattedrale, dalla città giudicale di Santa Igia al quartiere di Castello, ad accogliere l’Arcivescovo e i Canonici nella chiesa di Santa Maria, inizialmente eretta a Collegiata di Beneficiati, dai pisani, e oggi Metropolitana e Primaziale. Ai Canonici, fino alle leggi eversive del XIX secolo, erano assegnate le “prebende”, mentre ai Beneficiati i “benefici”, dai quali traevano il proprio sostentamento; oggi ne permane soltanto il titolo, quale legame spirituale e impegno di preghiera per diverse comunità parrocchiali e l’intera Archidiocesi cagliaritana.
Nel corso dei secoli, il Signore ha benignamente colmato il Capitolo di figure sacerdotali di altissimo valore e di inestimabile carisma, le quali, in Duomo e oltre, hanno reso gloria a Dio e consegnato alla storia della nostra Chiesa locale pagine indelebili. Numerosi Canonici si distinsero per capacità di governo e finezza di giudizio, altri per dottrina e cultura, non pochi eccelsero nelle arti liberali; oltre un centinaio furono elevati all’episcopato, e per uno è attualmente in corso la causa di beatificazione, il Venerabile mons. Virgilio Angioni. Tutti, assisi sugli stalli del coro, elevavano quotidianamente a Dio lodi e suppliche, nel canto solenne delle diverse ore canoniche e della Messa capitolare, a sostegno del ministero dell’Arcivescovo e del progresso, umano e spirituale, dell’Archidiocesi. Questa rimane la grande e costante intenzione di preghiera del Capitolo. Il Legislatore oggi prescrive che siano nominati membri del Capitolo coloro «che si distinguono per dottrina e integrità di vita e che abbiano esercitato lodevolmente il ministero» (can. 509 §2). Alla luce di questo dispositivo, emerge ancor più chiaramente la pregnanza e la naturalezza con cui l’Arcivescovo ha voluto cooptare, sebbene in maniera onorifica, il Cardinale Arcivescovo di Bologna nel suo “antico Senato”.
Il cardinale Zuppi è il quinto porporato a far parte del Capitolo. Prima di lui vi furono: il cardinale Agostino Pipia, domenicano di Seneghe, al quale nel 1724, all’indomani del concistoro, fu assegnata la prebenda di Assemini; il cardinale Diego Gregorio Cadello, canonico prebendato di Villacidro dal 1758 al 1798, anno della sua preconizzazione ad Arcivescovo di Cagliari; il cardinale di Curia Luigi Amat di San Filippo, nobile cagliaritano, che concluse la sua mirabile carriera quale Decano del Sacro Collegio, canonico prebendato di Sarroch dal 1837 fino alla sua pia morte, nel 1878; e, in tempi più recenti, il venerato cardinale Luigi De Magistris, parrocchiano della Cattedrale, nominato canonico onorario nel 1968.
Attualmente il Capitolo conta undici canonici: il decano mons. Alberto Pala (titolo “Santa Cecilia e Villaspeciosa”), “primus inter pares”, seguito dai monsignori Mario Ledda (titolo “Decimoputzu e San Basilio”), Gianfranco Deiosso (titolo “San Sperate”), Francesco Porru (titolo “Vallermosa”), Salvatore Ruggiu (titolo “Sestu”), Roberto Piredda (titolo “San Simmaco”), Fabrizio Porcella (titolo “Furtei”), Marcello Contu (titolo “Maracalagonis e Villasimius”), Ferdinando Caschili (titolo “Sant’Anna e Uta”), Roberto Ghiani (titolo “San Giuliano”) e Paolo Almanni (titolo “Santa Barbara”). A essi si affiancano sette canonici onorari: il cardinale Matteo Maria Zuppi e i monsignori Ottavio Utzeri, Gianni Manca, Francesco Carmelo Mariani (del clero di Nuoro), Gianni Sanna, Michele Fadda e Giovanni Abis. Nella comunità dei beneficiati è incardinato il solo don Cristiano Piseddu (titolo “Carmona di San Michele”), mentre cinque stalli sono vacanti. Pur non essendo più membri del Capitolo, ne conservano il titolo e le insegne — analogamente agli onorari, con le debite eccezioni per coloro che sono stati elevati all’episcopato — quattro canonici emeriti: S.E. mons. Pier Giuliano Tiddia (canonico dal 1968 al 1985), S.E. mons. Mosé Marcia (canonico dal 2005 al 2006), mons. Giovanni Ligas (canonico dal 1998 al 2000) e mons. Giulio Madeddu (canonico dal 2014 al 2017).
Oggi, 24 aprile 2026, nella solennità di Nostra Signora di Bonaria, il Capitolo Metropolitano di Cagliari ha vergato una nuova e fulgida pagina nella sua gloriosa storia. A Monsignor Arcivescovo eleviamo il sentimento della nostra più filiale e devota gratitudine; all’Eminentissimo neo-canonico onorario tributiamo l’ossequio della nostra ammirazione, del nostro affetto e della nostra preghiera, quali espressioni sincere del più deferente e cordiale benvenuto tra gli scranni della Primaziale. Il Cardinale Matteo Maria Zuppi, che da oggi potrà dirsi altresì, in qualche modo, “cagliaritano”, potrà sentire rivolto anche alla sua venerata Persona quel soave richiamo che ci conduce, fiduciosi e devoti, al mistico colle di Bonaria: «Ecce Sardinia Mater tua!».
Beneficiato Cristiano Piseddu
Pro-segretario del Capitolo
