
In occasione della Festa della mamma, l’Arcivescovo monsignor Giuseppe Baturi rivolge un messaggio di augurio e gratitudine a tutte le mamme, richiamando il valore della maternità come esperienza di dono, di cura e di apertura alla vita.
«Oggi festeggiamo la Festa della mamma. Ciascuno ricorderà la propria, in vita o in cielo», afferma l’Arcivescovo. «Ricorderemo con grande gratitudine che tutti noi abbiamo un debito di riconoscenza, un debito di affetto nei confronti di chi durante la gravidanza ci ha fatto nascere, si è preso cura di noi».
Una ricorrenza che, sottolinea, non è soltanto occasione per dire grazie alle mamme, ma anche per comprendere più profondamente il mistero della vita: «La nostra capacità di entrare nel mondo passa attraverso altri esseri umani. Certo i genitori, ma a titolo particolare la nostra mamma, che ci ha portato con sé durante la gravidanza, condividendo energie, alimenti, condividendo come nostra prima casa il suo stesso corpo e portandoci con grande amore».
Per l’Arcivescovo, questa esperienza lascia un segno originario nel cuore di ogni persona: «La prima esperienza che noi abbiamo di un amore totale è certamente nei confronti della nostra mamma». Per questo, aggiunge, «in un certo momento della vita la mamma fa quasi le veci di Dio, lo rappresenta alla nostra coscienza e al nostro affetto».
Monsignor Baturi richiama poi il significato profondo della maternità come dono continuo di sé: «Le mamme danno sempre, danno senza stancarsi. Questa è la legge della vita: noi realizziamo noi stessi e la nostra vocazione nella misura in cui doniamo la nostra vita a un altro».
La maternità è quindi «un’apertura all’altro», uno sguardo capace di riconoscere la dignità unica di ogni persona. «Sotto lo sguardo di una mamma riconosciamo il nostro valore. È uno sguardo che ci difende sempre, che non riduce la nostra vita agli errori o al passato, ma guarda sempre al futuro».
Attraverso questo amore, prosegue l’Arcivescovo, «riconosciamo anche lo sguardo di Dio che continua a dirci che la creazione è un bene e che è bene la vita di ciascuno di noi».
La maternità rende inoltre familiari con la vita degli altri e con le loro sofferenze: «Guardando le mamme possiamo capire che cosa significhi davvero prendersi cura, accompagnare, far crescere dentro un’educazione che non avrà mai termine».
Infine, il richiamo alla Madonna e al gesto di Gesù sulla croce: «Quando Gesù ci affida sua madre, ci affida a una cura che continua ad accompagnarci. Anche la Madonna esercita nei nostri confronti la cura di una madre, guardandoci con amore e introducendoci continuamente nella vita».
L’augurio conclusivo dell’Arcivescovo è rivolto a tutte le mamme: «Dicendo grazie alle nostre mamme, le affidiamo tutte alla grande Madre di Dio, perché possano essere felici e totalmente benedette».
