
Domenica 19 aprile si celebra la «102esima Giornata per l’Università cattolica del Sacro Cuore». Sono tenuti alle collette “tutte le chiese ed oratori, anche se appartenenti ad istituti religiosi, che di fatto siano abitualmente aperte ai fedeli” (cf. CJC 1266).
«Le università cattoliche – scrivono i vescovi italiani nel loro Messaggio attuale – sono nate per custodire, approfondire e tramandare il sapere come patrimonio dell’umanità. Non per una vanagloria umana ma nella consapevolezza che il sapere è un dono preziosissimo che la sapienza divina ha messo in mano delle sue creature. Nella Scrittura questa opera è rappresentata con l’immagine della donna saggia che coltiva con premura la sapienza e si contrappone alla donna stolta che attira e inganna i suoi adepti (Cfr. Proverbi 9,1-18). Coltivare il sapere è un’arte che consente di accrescere le conoscenze e le competenze, come evidenzia l’autore sacro: «Da’ consigli al saggio e diventerà ancora più saggio; istruisci il giusto ed egli aumenterà il sapere» (v.9). E subito dopo evidenzia il fine ultimo del sapere e indica quale sia la fonte della vera intelligenza: “Principio della sapienza è il timore del Signore e conoscere il Santo è intelligenza” (v.10). Questo è il compito che, fin dalla loro nascita nel medioevo, ha contrassegnato l’opera delle università cattoliche a cui va dato il merito di aver, in tempi spesso difficili e travagliati, conservato e trasmesso il sapere, grazie anche alle grandi biblioteche e ad un lavoro certosino di conservazione e trascrizione dei testi».
Per questo il tema «L’esperienza del sapere», su cui si rifletterà in occasione della Giornata, potrà essere utile per approfondire i diversi risvolti di una problematica sempre più delicata e complessa, anche alla luce delle rapide e pervasive innovazioni tecnologiche.
«Nel panorama accademico italiano – prosegue il Messaggio della Cei – l’Università Cattolica del Sacro Cuore è stata sempre caratterizzata, fin dalla sua fondazione da parte di P. Agostino Gemelli e della Beata Armida Barelli, per un’offerta formativa basata sulla centralità dell’esperienza complessiva – umana, intellettuale e spirituale – vissuta dallo studente in relazione con i docenti e con tutta la comunità accademica. Una proposta dove il sapere non è misurato in termini solo quantitativi ma primariamente qualitativi, ossia in relazione alla maturazione complessiva della persona. (…) Di fronte al progressivo imporsi di processi tecnologici che affidano l’elaborazione del sapere agli algoritmi, appare ancora più urgente non perdere di vista che cosa rende pienamente umana l’esperienza del sapere. L’impatto delle nuove tecnologie, dall’IA ai Big-Data, può contribuire ad accrescere la capacità di gestire il sapere, ma può anche determinare una perdita di umanità e di coscienza etica. Per questo la via dell’educazione, che per l’Ateneo dei cattolici italiani passa primariamente attraverso il cuore, o meglio il Sacro Cuore, appare come la via maestra per valorizzare le potenzialità delle innovazioni tecnologiche senza venirne travolti. Questo è il compito affidato oggi alle università cattoliche come ricordato anche da papa Leone XIV nella Lettera apostolica per i sessant’anni della Gravissimum educationis: «Non si devono separare il desiderio e il cuore dalla conoscenza: significherebbe spezzare la persona. L’università e la scuola cattolica sono luoghi dove le domande non vengono tacitate, e il dubbio non è bandito ma accompagnato. Il cuore, lì, dialoga col cuore, e il metodo è quello dell’ascolto che riconosce l’altro come bene, non come minaccia. Cor ad cor loquitur è stato il motto Cardinalizio di San John Henry Newman» (Disegnare nuove mappe di speranza, 3.1)».
Le offerte raccolte dovranno essere versate ESCLUSIVAMENTE all’Ufficio Amministrativo della Curia secondo le seguenti modalità:
– Bollettino Postale n. 11314093 intestato “CURIA ARCIVESCOVILE”;
– Bonifico Bancario IBAN: IT 52 C 03069 09606 1000 0000 0713 intestato “AMMINISTRAZIONE CURIA ARCIVESCOVILE”;
– In contanti direttamente presso l’Ufficio Amministrativo.
