
C’è un luogo, nel cuore del quartiere di Castello, dove da oltre sette secoli la Chiesa di Cagliari si ritrova per celebrare la fede, custodire la propria memoria e guardare al futuro con speranza. È la Cattedrale di Santa Maria, dedicata a Santa Maria Assunta e Santa Cecilia, chiesa madre dell’Arcidiocesi e sede della cattedra dell’Arcivescovo. Qui, nelle grandi solennità dell’anno liturgico, nelle ordinazioni e nei momenti più significativi della vita diocesana, il popolo di Dio si raccoglie attorno al proprio Pastore, facendo della Cattedrale il segno più visibile della comunione ecclesiale.
La storia della Primaziale affonda le sue radici nel XIII secolo. L’antica chiesa di Santa Maria, che sorgeva nell’area di Santa Gilla, venne ricostruita nel 1254 all’interno delle mura del Castel di Castro, diventando il nuovo centro della vita religiosa della città. Da allora, la Cattedrale ha accompagnato la storia di Cagliari e della sua Chiesa, attraversando epoche, dominazioni e trasformazioni senza mai perdere la propria identità di luogo privilegiato dell’incontro con il Signore.
Entrando nella Cattedrale si comprende come arte e fede siano profondamente intrecciate. L’edificio conserva l’impianto originario a croce latina, mentre i diversi interventi succedutisi nei secoli raccontano il passaggio dallo stile romanico-pisano agli influssi gotico-catalani, fino agli importanti interventi barocchi e alla facciata neoromanica realizzata nel Novecento, ispirata ai modelli pisani. Ogni epoca ha lasciato un segno, contribuendo a fare della Primaziale uno dei più importanti scrigni di arte sacra della Sardegna.
Tra le opere più preziose spicca il Pergamo di Guglielmo, capolavoro della scultura medievale realizzato per la cattedrale di Pisa tra il 1159 e il 1162 e giunto a Cagliari nel 1312. Oggi, suddiviso nei due amboni marmorei, continua a essere uno degli elementi artistici più significativi dell’edificio. Accanto ad esso si conservano preziosi altari marmorei, dipinti, monumenti funebri e la venerata statua lignea della Madonna col Bambino, testimonianze della fede e della devozione che nei secoli hanno arricchito la vita della comunità cristiana.
Scendendo sotto il presbiterio si raggiunge uno dei luoghi più suggestivi della Cattedrale: il Santuario dei Martiri. Interamente scavato nella roccia, venne voluto dall’arcivescovo Monsignor Francisco de Esquivel, che tra il 1605 e il 1624 promosse la realizzazione di questa straordinaria chiesa sotterranea per custodire e onorare le reliquie dei martiri cagliaritani. Inaugurato il 27 novembre 1618, il Santuario rappresenta ancora oggi uno dei luoghi più intensi della spiritualità cittadina. Il mausoleo dello stesso Monsignor De Esquivel accoglie i visitatori all’ingresso della cripta, quasi a ricordare il legame indissolubile tra il Pastore e la sua Chiesa.
Il Santuario si articola in tre cappelle: quella centrale, dedicata alla Madonna dei Martiri, custodisce numerose urne con le reliquie dei santi; la cappella di San Lucifero, vescovo di Cagliari e strenuo difensore della fede nicena; e la cappella di San Saturnino, patrono della città, dove è conservato l’antico sarcofago che la tradizione collega al primo martire cagliaritano. È un luogo che invita al silenzio e alla preghiera, ricordando come la testimonianza dei martiri continui a essere fondamento della vita della Chiesa.
Ma la Cattedrale non appartiene soltanto alla storia. Ogni giorno continua a essere una chiesa viva, nella quale si celebra l’Eucaristia, si amministrano i sacramenti e si accolgono fedeli e pellegrini. Come ricorda il sito ufficiale del Duomo, nella Primaziale «si riflette la vita intensa ed incarnata di sette secoli di storia religiosa e civile della città»: una storia che continua ancora oggi attraverso la preghiera, la liturgia e il servizio pastorale della comunità cristiana.
Visitare la Cattedrale di Santa Maria significa quindi andare oltre la bellezza delle sue architetture e delle sue opere d’arte. Significa entrare nel cuore della Chiesa di Cagliari, là dove da secoli il Vangelo viene annunciato, i sacramenti vengono celebrati e il popolo di Dio si raccoglie attorno al proprio Arcivescovo. È da questo luogo, ricco di fede, storia e spiritualità, che prende avvio il nostro itinerario estivo alla scoperta dei luoghi simbolo dell’Arcidiocesi: un invito a riscoprire, con occhi nuovi, il patrimonio religioso e culturale che racconta l’identità della Chiesa cagliaritana.
