
Si è conclusa nella Basilica di Nostra Signora di Bonaria la solenne celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Matteo Maria Zuppi, nel giorno del Centenario della dedicazione della Basilica. La liturgia, iniziata alle ore 11, è stata concelebrata dall’arcivescovo di Cagliari, monsignor Giuseppe Baturi, insieme ai vescovi della Sardegna, alla presenza del Capitolo metropolitano.
Oltre mille persone hanno gremito la Basilica per rendere grazie a Nostra Signora di Bonaria, Patrona massima della Sardegna. Presenti numerose autorità civili e militari, una folta rappresentanza del clero cagliaritano e fedeli giunti da tutta l’Isola, segno della profonda devozione mariana che continua a unire il popolo sardo.
La celebrazione è stata preceduta, in mattinata, da un momento in Cattedrale con il Capitolo metropolitano, durante il quale il cardinale Zuppi è stato nominato canonico onorario. In quella circostanza gli è stato rivolto un messaggio particolarmente significativo: «Il Cardinale Matteo Maria Zuppi, che da oggi potrà dirsi altresì, in qualche modo, “cagliaritano”, potrà sentire rivolto anche alla sua venerata Persona quel soave richiamo che ci conduce, fiduciosi e devoti, al mistico colle di Bonaria: “Ecce Sardinia Mater tua!”», si legge nella nota del Capitolo.
Prima dell’inizio della Messa, il porporato ha fatto il suo ingresso nel sagrato della Basilica, accolto dai Padri Mercedari, dai vescovi e dal Capitolo metropolitano, sostando quindi davanti al simulacro della Madonna per un omaggio floreale. A seguire, la processione liturgica ha dato avvio alla celebrazione.
Nel corso della liturgia, dopo il saluto iniziale del cardinale, è intervenuto il Generale dell’Ordine dei Mercedari, mentre al termine l’arcivescovo Baturi ha rivolto un saluto di ringraziamento. La celebrazione si è conclusa con la recita della Supplica davanti al simulacro della Madonna, guidata dal cardinale Zuppi insieme ai vescovi.
Nell’omelia, il cardinale ha richiamato il valore della comunione tra le Chiese e la vocazione della Sardegna a essere luogo di incontro nel Mediterraneo: «Contempliamo radunate qui le genti di tutto il Mare Nostrum, che vogliamo resti tale e che ci aiuta a ritrovare il noi, abbattendo i muri, scegliendo le vie dell’incontro e del dialogo e non quelle drammatiche della forza e della guerra».
Un passaggio particolarmente intenso ha riguardato il significato della Basilica nel tempo presente: «Nel centenario della dedicazione ringraziamo per il dono di questa casa, porto di protezione e di pace per tutti, aperto sul mondo».
Il cardinale ha quindi indicato in Maria una guida concreta per la vita dei credenti: «Questa nostra Madre disarma i nostri cuori, le nostre mani, i nostri giudizi», invitando a diventare artigiani di pace e testimoni di misericordia.
La celebrazione del Centenario si è così confermata come un momento di grazia per l’intera comunità ecclesiale sarda, riunita per rendere grazie e affidare alla Madonna di Bonaria il cammino della Chiesa e della Sardegna.
