
Oltre 2,1 milioni di euro destinati a sostenere la carità, la pastorale, le attività educative, la tutela del patrimonio ecclesiastico e numerosi interventi a favore delle persone più fragili. Sono i dati illustrati questa mattina nella Sala Benedetto XVI della Curia arcivescovile di Cagliari durante l’incontro «Dove va l’8xmille», promosso dal Servizio diocesano del Sovvenire in collaborazione con l’Ufficio per le Comunicazioni Sociali e la Fondazione Kalaritana Media.
Ad aprire i lavori sono stati l’arcivescovo di Cagliari, monsignor Giuseppe Baturi, e il direttore del Servizio diocesano del Sovvenire, don Alessandro Simula.
«Attraverso i fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica – ha sottolineato l’Arcivescovo monsignor Giuseppe Baturi – le comunità possono toccare con mano il valore concreto della corresponsabilità e della solidarietà. Ogni firma si trasforma in opere, servizi, sostegno alle persone più fragili, attenzione educativa, carità e cura del patrimonio che appartiene alla storia e all’identità del nostro territorio. Presentare quanto realizzato nella Diocesi di Cagliari significa raccontare non soltanto numeri o interventi, ma volti, storie e percorsi di speranza che ogni giorno prendono forma grazie alla generosità di tanti cittadini. È un segno di fiducia che diventa vicinanza concreta alle persone e alle comunità».
«Il Servizio diocesano del Sovvenire – ha ricordato don Simula – nasce per accompagnare le comunità nella comprensione del valore del sostegno economico alla Chiesa, che non si esaurisce nel gesto materiale, ma diventa espressione di corresponsabilità e partecipazione. La presentazione dei progetti e del bilancio sociale dell’8xmille rappresenta un momento significativo di trasparenza e restituzione, attraverso il quale è possibile mostrare come le risorse si traducano in opere e servizi a favore delle persone e del territorio. Particolare attenzione viene riservata alle situazioni di fragilità, segno di una carità che si esprime in modo integrale, abbracciando le dimensioni materiale, umana e relazionale».
A illustrare dati, opere e progettualità è stato don Giuseppe Camboni, vicario episcopale per l’amministrazione dei beni temporali della Chiesa.
Nel 2025 la Diocesi di Cagliari ha ricevuto complessivamente 2.107.324,51 euro dai fondi dell’8xmille: 1.084.146,28 euro destinati al culto e alla pastorale e 1.023.178,23 euro alla carità.
Dei fondi destinati al culto e alla pastorale, il 45,12% è stato impiegato per l’esercizio del culto, il 49,26% per la cura delle anime, mentre ulteriori risorse sono state destinate agli scopi missionari e alla catechesi. Sul fronte della carità, oltre 638 mila euro hanno sostenuto le opere caritative diocesane, mentre importanti risorse sono state destinate agli aiuti diretti alle persone in difficoltà, alle opere parrocchiali e ad altri enti ecclesiastici.
«La trasparenza nell’utilizzo dei fondi dell’8xmille – ha affermato don Camboni – è un dovere verso i fedeli e tutti i cittadini che sostengono la Chiesa cattolica. Le risorse vengono usate per interventi concreti a favore delle persone, delle comunità e del patrimonio ecclesiastico, secondo criteri di responsabilità e rendicontazione. Il bilancio sociale è uno strumento per comunicare in modo chiaro l’impatto delle attività realizzate. In questo anno assume particolare rilievo anche l’introduzione dei segni giubilari, che rendono visibile il legame tra il Giubileo 2025 e le opere di carità sul territorio».
«L’8xmille – ha aggiunto il vicario – rappresenta non solo un moltiplicatore di risorse per le situazioni di bisogno, ma anche uno strumento di promozione del lavoro, tutela del patrimonio artistico e culturale e rafforzamento del welfare comunitario, attraverso reti solidali e la diffusione della cultura del volontariato».
Particolare attenzione è stata riservata alle famiglie in situazione di fragilità socio-economica, sostenute con 402.500 euro, ai giovani attraverso attività formative e progettualità dedicate, alla catechesi e alla formazione teologico-pastorale, nonché agli interventi immediati di carità che hanno beneficiato di 769 mila euro.
Tra le iniziative sostenute figurano anche i segni giubilari e le attività legate al Giubileo, tra cui il microcredito «Mi fido di noi», i centri di accoglienza Caritas «Nostra Signora del Carmine» e «Casa Sant’Anna», il sostegno al Centro di aiuto alla vita e i percorsi di accompagnamento legati alle misure alternative al carcere.
«Il Giubileo – spiega don Marco Lai direttore della Caritas diocesana – ha lasciato un’eredità fatta di partecipazione, sussidiarietà e corresponsabilità, attraverso progetti che oggi coinvolgono parrocchie, volontari, istituzioni e realtà sociali del territorio. Segni che diventano una vera e propria “pedagogia dei fatti”: non semplici opere di assistenza, ma percorsi capaci di generare relazioni, promozione umana e partecipazione. Le risorse della Chiesa diventano così moltiplicatori di altre risorse, economiche e umane, in un processo che include diocesi, fedeli, volontariato, benefattori, istituzioni pubbliche e realtà territoriali, in una logica di coprogettazione e responsabilità condivisa».
Ulteriori fondi sono stati destinati agli anziani e ai malati, ai detenuti, alle comunicazioni sociali, alle missioni e alle parrocchie, oltre che alle attività degli uffici pastorali diocesani e agli interventi di edilizia e manutenzione degli immobili ecclesiastici.
Tra questi figurano anche lavori di manutenzione e riqualificazione energetica negli uffici della Curia, presentati come una scelta orientata non solo al risparmio economico ma anche alla Custodia del Creato.
Nel corso dell’incontro sono stati inoltre illustrati i progetti finanziati direttamente dalla Conferenza Episcopale Italiana attraverso i fondi dell’8xmille. Gli interventi riguardano il restauro di chiese storiche, la riqualificazione di edifici parrocchiali, l’installazione di sistemi di videosorveglianza e la valorizzazione del patrimonio archivistico, bibliotecario e museale.
«L’8xmille rappresenta uno strumento concreto a sostegno delle comunità – ha spiegato don Mario Pili, direttore dell’Ufficio tecnico per l’edilizia di culto e i beni culturali – in particolare di quelle più piccole e periferiche, che spesso non dispongono delle risorse necessarie per interventi di ampia portata. Realtà che trovano in questi finanziamenti un supporto fondamentale per garantire spazi adeguati alla vita pastorale e comunitaria. Inoltre, i sistemi di videosorveglianza consentono una maggiore apertura delle chiese, con benefici pastorali, culturali e turistici. Ogni progetto coinvolge professionisti, tecnici, imprese e operatori culturali, generando lavoro e opportunità sul territorio. Senza dimenticare che salvaguardare chiese, archivi, biblioteche e opere d’arte significa custodire la memoria della nostra storia e trasmetterla alle generazioni future».
Tra gli interventi principali figurano il restauro della chiesa di San Pietro Apostolo a Monastir, il recupero del campanile della chiesa di San Vito Martire a Villagreca, il restauro della chiesa di San Pietro Apostolo a Settimo San Pietro, la riqualificazione della casa canonica di Guamaggiore e gli interventi nella casa canonica della Cattedrale di Cagliari. Previsti inoltre sistemi di videosorveglianza in diverse parrocchie della diocesi e progetti di catalogazione, digitalizzazione e valorizzazione del patrimonio custodito nel Museo diocesano, nella Biblioteca del Seminario, nell’Archivio storico diocesano e nell’Archivio della Provincia dei Frati Minori Cappuccini della Sardegna.
