Dal 18 al 25 gennaio si rinnova l’appuntamento con la «Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani»

La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, in programma dal 18 al 25 gennaio, torna a richiamare le Chiese a un cammino condiviso di ascolto, dialogo e testimonianza. Un appuntamento che, anche quest’anno, invita a riscoprire le radici comuni della fede e a rinnovare l’impegno ecumenico come segno credibile per il mondo contemporaneo, scosso da molte controversie.

Il tema scelto per il 2026 nasce da un brano della Lettera di san Paolo agli Efesini ed è affidato a parole che scandiscono l’intero percorso dei giorni di preghiera: «Uno solo è il corpo e uno solo è lo Spirito, come una sola è la speranza alla quale Dio vi ha chiamati». A spiegare il senso di questa proposta è il diacono Pino Siddi, direttore dell’Ufficio diocesano per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso. «Anche quest’anno – sottolinea – una commissione internazionale ha individuato un riferimento biblico capace di dare il ritmo agli otto giorni di preghiera, un testo che richiama con forza l’unità come dono e come responsabilità».

Il tema è stato preparato dalla comunità della Chiesa apostolica armena, una delle più antiche realtà cristiane. «È una Chiesa carica di storia – ricorda Siddi – con radici che risalgono direttamente alla predicazione apostolica».

Nella diocesi di Cagliari la Settimana sarà vissuta attraverso un articolato itinerario di incontri e celebrazioni. «Abbiamo organizzato un cammino che coinvolge tutte le Chiese cristiane presenti nel territorio», spiega Siddi.

Particolarmente significativo il segno offerto dalla chiesa cagliaritana del Santo Sepolcro, che ospita sia la comunità ortodossa rumena sia quella cattolica. «È il segno tangibile di un camminare insieme – evidenzia il diacono Pino Siddi – al di là delle differenze dogmatiche o teologiche. Qui si vive un ecumenismo spirituale che ci permette di pregare insieme, accoglierci e conoscerci».

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