Baturi: «Quaresima, tempo di verità e di conversione del cuore»

«Stiamo vivendo il tempo santo della Quaresima, un tempo che la Chiesa, come madre, ci dona per ricondurci all’essenziale della fede». Così l’Arcivescovo di Cagliari, Giuseppe Baturi, apre il suo messaggio alla Chiesa diocesana, indicando la Quaresima come «un tempo di verità», nel quale siamo chiamati a «lasciarci guardare dal Padre, che vede nel segreto del cuore».

Il Vangelo, osserva il Vescovo, mette in guardia da una tentazione sempre attuale: «vivere la fede cercando il consenso degli uomini invece dell’amicizia di Dio». Quando preghiera, digiuno ed elemosina diventano gesti esibiti, «rischiano di perdere la loro verità più profonda». Gesù, invece, «ci invita a un cammino più esigente e insieme più liberante: quello di una conversione interiore».

La conversione quaresimale, sottolinea mons. Baturi, non è uno sforzo morale, ma «l’incontro vivo con Gesù Cristo che trasforma il nostro rapporto con Dio, con le cose e con le persone». In questo orizzonte, il digiuno educa a riconoscere Cristo come «vero nutrimento», la preghiera come il “Tu” che sostiene, l’elemosina come conformazione concreta al suo amore per i fratelli.

Richiamando sant’Agostino, l’Arcivescovo ricorda che credere significa «toccare Cristo con il cuore», perché la fede non resti esteriore ma incida nella vita quotidiana. In questo cammino, la Chiesa è accompagnata anche dalla testimonianza di san Francesco, la cui vita nasce «da un avvenimento d’amore: l’incontro con il Crocifisso», da cui scaturiscono povertà, preghiera e compassione.

«Il contrario dell’ipocrisia non è il perfezionismo morale, ma un amore così vero da imprimere in noi la forma stessa di Cristo», afferma mons. Baturi, affidando il tempo quaresimale all’intera Chiesa diocesana. «Il verace amore di Cristo bruci ogni nostra ipocrisia […] perché anche attraverso di noi il suo volto possa diventare visibile e riconoscibile».

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