Abusi online sui minori: il Report 2025 di «Meter» lancia un allarme sull’uso dell’intelligenza artificiale

Le nuove tecnologie stanno trasformando in modo profondo e inquietante il fenomeno degli abusi sessuali online sui minori. A evidenziarlo è il Report 2025 dell’Associazione Meter, presentato a Roma presso la Sala del Parlamentino della sede INAIL, che documenta una diffusione sempre più ampia e sofisticata di materiale pedopornografico attraverso piattaforme digitali difficili da intercettare.

Secondo il rapporto, oggi canali come TikTok, Telegram, Signal, insieme ad aree meno accessibili della rete come il Dark Web, rappresentano alcuni dei principali strumenti di scambio di contenuti illegali. Un contesto ulteriormente aggravato dall’impiego dell’intelligenza artificiale generativa, capace di creare immagini e video manipolati, tra cui i cosiddetti deepnude.

Nel corso del 2025 sono stati identificati 8.213 minori vittime di deepnude, immagini generate artificialmente in cui il volto o il corpo di un minore vengono manipolati e sessualizzati senza alcun consenso. Un dato che si aggiunge alla segnalazione di oltre 785 mila immagini e più di 1,7 milioni di video contenenti abusi reali su minori.

Le immagini deepnude rappresentano una forma particolarmente grave di violenza, perché colpiscono sempre una vittima reale: il minore la cui immagine viene trasformata da innocua a sessualizzata, con una violazione profonda della sua identità, dignità e sicurezza. Queste pratiche alimentano il mercato pedopornografico e rafforzano i circuiti criminali, esponendo le vittime a conseguenze psicologiche serie, tra cui ansia, paura, isolamento e ricatto.

L’attività dell’Osservatorio Mondiale Contro la Pedofilia di Meter ha individuato 115 gruppi e bot attivi su Telegram e Signal dedicati alla diffusione di deepnude. Telegram si conferma la piattaforma maggiormente utilizzata. Tra gli strumenti impiegati emerge anche Grok, il modello di intelligenza artificiale sviluppato da Elon Musk, responsabile del 14% dei contenuti deepnude rilevati.

Il monitoraggio ha inoltre consentito di individuare 505 domini nazionali coinvolti nella diffusione di materiale illecito, con una distribuzione globale che interessa numerosi Paesi. Tra i domini generici, il più segnalato è il .com. Parallelamente si registra una diminuzione del numero complessivo di link segnalati rispetto all’anno precedente, non perché il fenomeno sia in calo, ma per l’uso crescente di link effimeri, attivi solo per brevi periodi e difficili da tracciare.

Particolarmente allarmanti sono i dati relativi all’età delle vittime. Le analisi mostrano una maggiore concentrazione di contenuti che coinvolgono minori tra gli 8 e i 12 anni, sia per immagini sia per video, confermando una forte esposizione dei bambini in età scolare primaria.

Il Report 2025 dedica un’attenzione specifica anche ai rischi legati al mondo del gaming online. Una ricerca condotta su un campione di minori tra i 9 e gli 11 anni evidenzia criticità significative nell’uso della piattaforma Roblox: il 45% dei minori riferisce tentativi di adescamento, ma solo il 10% dimostra una reale consapevolezza del fenomeno. Diffusi anche episodi di cyberbullismo e comportamenti offensivi, spesso non segnalati agli adulti di riferimento.

Emergono inoltre fenomeni particolarmente gravi e complessi, come quello delle pedomame, donne e madri coinvolte nella produzione di materiale pedopornografico, e casi di abuso tra minori, inclusa la diffusione non consensuale di immagini intime e forme di ricatto sessuale.

Di fronte a questo scenario, l’Associazione Meter rinnova il proprio appello a istituzioni, educatori, famiglie, operatori della comunicazione e della pastorale affinché non si abbassi l’attenzione su un fenomeno che continua a colpire migliaia di bambini e adolescenti. Ogni numero, ricorda Meter, rappresenta una vittima reale, un minore che chiede ascolto, protezione e giustizia.

Rafforzare la prevenzione, l’educazione digitale e la collaborazione tra comunità educanti è oggi una responsabilità condivisa, per contrastare ogni forma di abuso e promuovere ambienti digitali più sicuri per i più piccoli.

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