A Roma il 36esimo «Corso sul Foro Interno» per la formazione dei confessori

Si svolgerà dal 9 al 13 marzo 2026, presso il Palazzo della Cancelleria di Roma, il XXXVI Corso sul Foro Interno, promosso dalla Penitenzieria Apostolica e dedicato alla formazione dei sacerdoti al ministero di confessore.

Il Corso è rivolto ai sacerdoti e ai candidati prossimi agli Ordini sacri e si propone come un’importante occasione di approfondimento teologico, canonico e pastorale sul sacramento della Riconciliazione, sul foro interno e sulle delicate responsabilità affidate al confessore.

Modalità di partecipazione

Per favorire la più ampia partecipazione possibile, anche quest’anno il Corso si svolgerà in modalità mista, sia in presenza sia da remoto.
La partecipazione è gratuita, ma è obbligatoria l’iscrizione tramite il sito ufficiale della Penitenzieria Apostolica.

Gli incontri in presenza si terranno presso la Basilica di San Lorenzo in Damaso, annessa al Palazzo della Cancelleria, fino al raggiungimento della capienza massima consentita (500 posti).
La partecipazione online avverrà invece tramite collegamento streaming: gli iscritti riceveranno il link per la diretta via email poco prima dell’inizio delle lezioni.

Un percorso di approfondimento e discernimento

Il programma del Corso si articola in lectio magistralis, relazioni, tavole rotonde e momenti di confronto, affrontando temi centrali quali il pentimento e il perdono alla luce della Parola di Dio, il sigillo sacramentale, il rapporto tra foro interno e foro esterno, le attenzioni pastorali verso i penitenti e le nuove sfide poste dal contesto contemporaneo, compreso il rapporto tra confessione e intelligenza artificiale.

Il percorso formativo si concluderà venerdì 13 marzo con l’Udienza con il Santo Padre Leone XIV e con una Celebrazione Penitenziale, a sottolineare il valore ecclesiale e spirituale dell’intero cammino proposto.

Una Chiesa “casa di misericordia”

Il Corso si inserisce nel solco del magistero di Leone XIV, che richiama la Chiesa a essere sempre più “casa di misericordia”, dove nessuno è escluso dall’abbraccio del Padre che perdona. In questa prospettiva, la formazione dei confessori diventa un servizio essenziale alla vita delle comunità e alla cura delle coscienze.

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