Terra Santa, il cardinale Pizzaballa: «Il dialogo è difficile, ma dobbiamo insistere»

Si conclude oggi, domenica 25 ottobre, con il rientro a Cagliari, il pellegrinaggio diocesano in Terra Santa guidato dall’Arcivescovo monsignor Giuseppe Baturi. Un’esperienza di fede, preghiera e incontro con le comunità cristiane locali, in un territorio profondamente segnato dalle conseguenze della guerra e dalle tensioni che continuano a condizionare la vita quotidiana della popolazione. Tra i momenti più significativi delle ultime giornate, l’incontro a Gerusalemme con il cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca latino di Gerusalemme, che ha offerto una testimonianza diretta della difficile situazione vissuta dalle comunità cristiane e dalla popolazione palestinese.

L’incontro si è svolto presso il Patriarcato latino, al termine di una giornata durante la quale i pellegrini hanno percorso la Via Dolorosa, ripercorrendo le tappe della Via Crucis, e visitato la Basilica del Santo Sepolcro.

Il dialogo come scelta necessaria

Al centro delle parole del Patriarca, la necessità di non rinunciare all’incontro e al dialogo, anche in un contesto nel quale la violenza e le divisioni sembrano prevalere. Interpellato sulla possibilità concreta di continuare a costruire relazioni tra le comunità, come auspicato anche nella sua lettera pastorale Tornarono a Gerusalemme con grande gioia, il cardinale ha risposto:

«Oggettivamente è difficile, sicuramente. Non tutti lo vogliono, ma questo non significa che noi dobbiamo smettere di crederci. Sarebbe arrendersi a quelli che non vogliono il dialogo. Invece dobbiamo insistere proprio per questo». Un richiamo alla perseveranza e alla responsabilità di continuare a cercare vie di riconciliazione, nonostante le difficoltà.

Gaza, una situazione umanitaria ancora drammatica

Particolarmente preoccupante il quadro descritto dal Patriarca a proposito della Striscia di Gaza. Alla domanda se il cessate il fuoco abbia determinato un miglioramento delle condizioni di vita della popolazione, Pizzaballa ha risposto: «Dal punto di vista umanitario no, non è migliorato. Direi anzi che è deteriorato ulteriormente. La popolazione di Gaza vive dentro situazioni di estrema precarietà, nelle tende, sprovvista di tutto e soprattutto alla vigilia di un nuovo inverno che si prospetta non facile». Una situazione nella quale, accanto ai bisogni materiali più urgenti, emerge con forza la preoccupazione delle famiglie per il futuro dei figli.

Alla domanda su quali siano le richieste che riceve dalla popolazione, anche in occasione delle sue visite, il Patriarca ha sottolineato: «Mi chiedono tante cose, ma soprattutto chiedono una scuola, una scuola per i propri figli».

La paura di lasciare la propria terra

Nel corso dell’intervista è stato affrontato anche il tema delle difficoltà che gravano sulla popolazione palestinese, alimentando il timore di un progressivo abbandono dei territori. Alla domanda se le pressioni sulla popolazione stiano riuscendo a indurre i palestinesi a lasciare la propria terra, il cardinale ha risposto con decisione: «No. Certamente c’è molta stanchezza, c’è molta paura, c’è molta fatica, sicuramente. Probabilmente qualcuno anche partirà. Ma non resterà vuota la Palestina».

La solidarietà della Chiesa universale e il valore dei pellegrinaggi

Un altro passaggio dell’incontro ha riguardato il sostegno alle comunità cristiane locali, ai sacerdoti impegnati nelle parrocchie e alle realtà ecclesiali che continuano a operare in condizioni particolarmente difficili. Alla domanda se i sacerdoti e le comunità della Terra Santa si sentano soli oppure sostenuti dal resto del mondo cattolico, Pizzaballa ha risposto: «Io credo che solitudine non sia l’espressione giusta, nel senso che vediamo tanta solidarietà, tanta amicizia da parte della Chiesa universale, di tante comunità. Certamente a volte vorremmo averli qui. Ecco, per cui la presenza dei pellegrini, dei sacerdoti qui è importante».

Parole che assumono un significato particolare proprio in occasione del pellegrinaggio della Diocesi di Cagliari, confermando il valore della presenza concreta dei pellegrini accanto alle comunità cristiane della Terra Santa. Il viaggio si conclude oggi con il rientro a Cagliari, dopo giornate di preghiera, visite ai luoghi della fede e incontri con le realtà ecclesiali locali. Un’esperienza che, attraverso le parole del Patriarca e le testimonianze raccolte lungo il percorso, richiama l’importanza di mantenere viva l’attenzione sulla Terra Santa e di continuare a sostenere le comunità che vi abitano.

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