Scuola cattolica, oltre 400 studenti a Bonaria con l’Arcivescovo

Oltre 400 studenti provenienti da una ventina di scuole cattoliche diocesane hanno partecipato nella mattinata di giovedì 15 ottobre, nella Basilica di Nostra Signora di Bonaria a Cagliari, alla celebrazione presieduta dall’arcivescovo Monsignor Giuseppe Baturi in occasione della Giornata della Scuola Cattolica. Un momento di preghiera e di incontro per affidare al Signore il nuovo anno scolastico, insieme agli educatori e alle comunità educative.

Al centro dell’omelia, la scuola come luogo di crescita e di scoperta, nel quale imparare a riconoscere la bellezza della realtà. «Si entra da bambini e poi si esce da giovani uomini, giovani donne», ha ricordato l’Arcivescovo, sottolineando che «per crescere, come per correre, bisogna avere davanti una meta».

A partire dalle parole del Salmo responsoriale, «Cantate al Signore un canto nuovo, perché ha compiuto meraviglie», Monsignor Baturi ha invitato gli studenti a guardare con stupore alla natura, alle persone, alla capacità dell’uomo di scrivere poesie e racconti e di custodire la memoria della storia. «La scuola serve per meravigliarci della vita e del mondo e per cantare a Dio il nostro grazie». Un richiamo rivolto anche agli adulti, chiamati a trasmettere il sapere attraverso la percezione della meraviglia di ciò che ci circonda.

Con un’immagine vicina all’esperienza dei bambini, l’Arcivescovo ha proposto di immaginare una stanza buia nella quale si trova un regalo: per riconoscerlo occorrono la luce e gli occhi capaci di vederlo. Allo stesso modo, nel cammino della conoscenza servono la luce della grazia e un’intelligenza viva, curiosa, desiderosa di comprendere il significato delle cose.

Accanto alla luce e all’intelligenza, la presenza dei maestri: persone che aiutino a riconoscere la realtà, a interrogarsi sul perché delle cose e a dare un nome anche ai propri sentimenti. Da qui la preghiera perché Gesù sia il Maestro che accompagna l’anno scolastico attraverso gli educatori, i docenti, le religiose e i religiosi.

Un ulteriore elemento è l’amicizia. «Non si impara da soli, ma sempre insieme a qualcun altro», ha sottolineato Monsignor Baturi. Crescere significa anche aiutarsi, condividere il cammino e imparare a vivere insieme nelle classi.

In un mondo segnato dalla violenza, dalle divisioni e dalla guerra, l’Arcivescovo ha infine richiamato la responsabilità delle comunità educative: «Una scuola si riconosce cattolica anche per la capacità di vivere nella pace, nell’amicizia, nella riconciliazione, di vivere con gioia insieme».

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