
Raccogliamo la testimonianza di Alessio Pilloni, seminarista del sesto anno originario di Serramanna, che ha vissuto quest’ultimo anno di formazione tra i corsi previsti per il sesto anno al Seminario Regionale e il servizio pastorale nella popolosa parrocchia della Madonna del Carmine di Assemini, dal 15 novembre scorso guidata da don Emanuele Mameli.
Il tuo anno pastorale è coinciso con l’ingresso del parroco in una nuova comunità. Cosa ti ha insegnato vivere questo passaggio “dal dietro le quinte” del ministero?
È stata una delle esperienze più significative dell’anno. Ho avuto la possibilità di osservare da vicino l’avvio del ministero pastorale in una nuova comunità, con dinamiche, esigenze e sfide diverse rispetto alla precedente. Vedere il parroco affrontare questo incarico con zelo e molto impegno mi ha offerto una bella testimonianza di disponibilità e amore alla Chiesa. Il suo esempio è stato per me un importante punto di riferimento nel cammino verso il ministero ordinato.
Quale esperienza ti ha fatto toccare maggiormente la bellezza della vita parrocchiale?
L’inserimento in una parrocchia così articolata mi ha permesso di sperimentare diversi ambiti della pastorale ordinaria. Ho vissuto con particolare intensità la preparazione dei bambini alla Prima Comunione, che mi ha dato l’opportunità di incontrare anche le loro famiglie e di cogliere le sfide dell’annuncio del Vangelo oggi, in una società sempre più complessa e secolarizzata, ma che porta dentro di sé una grande fame di Dio, anche se spesso non sa chiamarlo con il suo nome. Altrettanto prezioso è stato il cammino con un gruppo di giovani adulti che completavano l’Iniziazione Cristiana. Accompagnare persone che, con libertà e consapevolezza, desideravano giungere alla pienezza della vita sacramentale è stata un’esperienza di grande valore.
Hai dedicato molta attenzione alla liturgia e alla formazione dei ministranti. Perché ritieni che questo ambito sia così decisivo per una comunità cristiana?
La liturgia è stata uno degli ambiti ai quali ho dedicato maggiore cura. Ho seguito la formazione dei ministranti, dei più piccoli come degli adulti, cercando di trasmettere il senso del servizio liturgico e l’importanza di una partecipazione consapevole e ordinata alle celebrazioni. Ho potuto constatare quanto il Popolo di Dio sappia riconoscere e apprezzare una liturgia preparata con cura, celebrata con dignità e vissuta con autenticità. La bellezza della celebrazione favorisce la partecipazione dei fedeli ed è essa stessa una forma concreta di evangelizzazione.
Guardando a questo anno di formazione e di servizio, quale dono porti con te in vista del futuro ministero sacerdotale?
Questo anno è stato sostenuto anche dal percorso formativo del sesto anno in Seminario, che mi ha aiutato a leggere con maggiore consapevolezza le esperienze vissute in parrocchia. Porto con me una profonda gratitudine per le persone incontrate, per le responsabilità che mi sono state affidate e per le occasioni di crescita umana, spirituale e pastorale. Questa esperienza ha rafforzato il desiderio di vivere il futuro ministero sacerdotale con disponibilità e cura delle persone che mi saranno affidate, consapevole che ogni comunità è una realtà unica da servire con gioia e impegno.
Leonardo Piras
