IA, disarmo e pace: la Dichiarazione di Roma rilancia l’appello di Papa Leone XIV

 

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

L’intelligenza artificiale può rappresentare una straordinaria opportunità per il progresso dell’umanità, ma anche alimentare nuove forme di conflitto, disuguaglianza e instabilità globale. Da questa consapevolezza nasce la “Dichiarazione di Roma per una Pace Disarmata e Disarmante nell’Era dell’Intelligenza Artificiale, delle Armi Nucleari e Autonome, dei Nuovi Protocolli Digitali e dei Modelli Emergenti di Sviluppo Digitale”, sottoscritta il 16 luglio in Campidoglio da Premi Nobel, scienziati, rappresentanti delle istituzioni internazionali, leader religiosi ed ex capi di Stato e di governo.

Il documento conclude la Global Nobel Laureates Assembly on Artificial Intelligence and Nuclear War, svoltasi dal 14 al 16 luglio tra Borgo Laudato si’, nelle Ville Pontificie di Castel Gandolfo, e il Campidoglio, proponendo un percorso condiviso per affrontare le sfide poste dall’intelligenza artificiale e dalla crescente instabilità internazionale. Al centro della dichiarazione vi è la convinzione che l’umanità stia attraversando «un momento decisivo della propria storia». Se da un lato l’intelligenza artificiale offre opportunità senza precedenti per la ricerca, la medicina, la tutela dell’ambiente e lo sviluppo umano, dall’altro il suo utilizzo incontrollato rischia di accentuare gli squilibri economici, concentrare il potere nelle mani di pochi soggetti e alimentare una nuova corsa agli armamenti.

Per questo i firmatari rilanciano l’appello di Papa Leone XIV a perseguire una «pace disarmata e disarmante», respingendo l’idea che la sicurezza possa fondarsi sulla paura, sulla minaccia, sul dominio e sulla deterrenza reciproca.

Sei impegni per il bene comune

La dichiarazione individua sei linee di azione prioritarie. Anzitutto invita a disinnescare la nuova corsa agli armamenti, sia nel campo dell’intelligenza artificiale sia in quello nucleare, promuovendo invece uno sviluppo delle nuove tecnologie orientato al bene comune, nel pieno rispetto del diritto internazionale e dei diritti umani.

Particolare rilievo assume la richiesta di mantenere sempre un controllo umano effettivo e significativo sulle decisioni riguardanti le armi nucleari. I firmatari chiedono infatti l’adozione di un trattato internazionale che vieti l’integrazione irresponsabile dell’intelligenza artificiale nei sistemi di comando, controllo e lancio degli arsenali nucleari, affinché nessuna decisione sul loro impiego possa essere affidata a sistemi automatizzati.

Il documento sollecita inoltre la costruzione di una governance globale dell’intelligenza artificiale, sostenendo il futuro Panel Scientifico Internazionale Indipendente delle Nazioni Unite sull’Intelligenza Artificiale e promuovendo nuovi strumenti di cooperazione internazionale. In questa prospettiva richiama anche le iniziative ispirate allo spirito della Magnifica humanitas di Papa Leone XIV, che pone la dignità della persona e il bene comune al centro dello sviluppo tecnologico.

Tra le proposte figura anche la creazione di un bene comune digitale (digital commons), fondato sulla raccolta e sulla condivisione dei dati necessari ad approfondire la conoscenza e a sostenere azioni efficaci nei campi dell’intelligenza artificiale, del disarmo e della sicurezza globale.

L’urgenza del disarmo nucleare

La parte conclusiva della dichiarazione rinnova l’appello per il disarmo nucleare, chiedendo l’avvio di negoziati finalizzati all’eliminazione verificabile e irreversibile delle armi atomiche e il pieno rispetto degli impegni assunti con il Trattato di non proliferazione delle armi nucleari (TNP) e il Trattato sulla proibizione delle armi nucleari (TPNW).

L’obiettivo è ridurre progressivamente il ruolo degli arsenali nucleari nelle strategie di sicurezza internazionale e scongiurare il rischio di un conflitto dalle conseguenze catastrofiche, nella consapevolezza che «è in gioco la nostra sopravvivenza e quella delle generazioni future».

L’iniziativa rappresenta un significativo momento di dialogo tra comunità scientifica, istituzioni civili e religiose, nella convinzione che le grandi trasformazioni tecnologiche richiedano una responsabilità condivisa. Un messaggio che si inserisce pienamente nel percorso indicato da Papa Leone XIV, richiamando la comunità internazionale a mettere sempre la persona, la dignità umana e la pace al centro dello sviluppo tecnologico.

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