
Si è spento a Roma, all’età di 95 anni, il Cardinale Camillo Ruini, alla guida della Conferenza Episcopale Italiana dal 1991 al 2007. Nato a Sassuolo nel 1931, ha attraversato da protagonista una stagione decisiva per il cattolicesimo italiano, segnando profondamente il rapporto tra la Chiesa e la società civile.
Gli anni della formazione e dell’insegnamento
Formatosi presso il Collegio Capranica di Roma, Ruini iniziò il suo ministero lavorando nell’ambito della formazione e dell’insegnamento teologico insegnando nel seminario della sua diocesi e presso lo Studio Teologico Interdiocesano di Modena-Reggio Emilia-Carpi-Guastalla, del quale fu anche Preside dal 1968 al 1977.
Dal 1977 al 1983 insegnò Teologia Dogmatica presso lo Studio Teologico Accademico Bolognese.
Svolse anche numerosi incarichi pastorali nella diocesi natìa: dal 1958 al 1966 fu Assistente Diocesano dei Laureati Cattolici; dal 1966 al 1970 Delegato vescovile per l’Azione Cattolica; dal 1968 Vicario episcopale per l’apostolato dei laici. Per quasi vent’anni, dal 1968 al 1986, presiedette il Centro Culturale Diocesano Giovanni XXIII, mentre dal 1975 al 1986 guidò la Consulta Diocesana per la Pastorale Scolastica.
L’episcopato e l’incontro con Giovanni Paolo II
Il 16 maggio 1983 fu nominato Vescovo titolare di Nepte e Ausiliare delle diocesi di Reggio Emilia e Guastalla. Ricevette l’ordinazione episcopale il 29 giugno dello stesso anno dal vescovo diocesano Gilberto Baroni. Come vicepresidente del Comitato preparatorio contribuì in modo significativo alla realizzazione del Convegno Ecclesiale Nazionale di Loreto del 1985, occasione che segnò anche l’inizio di un rapporto particolarmente stretto con San Giovanni Paolo II che, nel 1986, lo chiamò a Roma come Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana.
Cardinale, Vicario di Roma e Presidente della CEI
Il 17 gennaio 1991 Giovanni Paolo II lo nominò Arcivescovo e Pro-Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma e il 1° luglio dello stesso anno Vicario Generale di Sua Santità per la diocesi di Roma e Arciprete della Patriarcale Arcibasilica Lateranense. Pochi giorni prima, nel concistoro del 28 giugno 1991, era stato creato Cardinale del titolo di Sant’Agnese fuori le Mura. Nel marzo 1991 gli venne inoltre affidata la presidenza della Conferenza Episcopale Italiana, incarico che mantenne fino al 2007. Per circa sedici anni Ruini fu uno dei principali punti di riferimento nel dialogo tra la Chiesa e la società italiana, in una fase caratterizzata da profonde trasformazioni politiche e culturali.
Il progetto culturale della Chiesa italiana
Il suo lungo servizio pastorale coincise con il periodo successivo alla fine della centralità politica della Democrazia Cristiana, quando il cattolicesimo italiano fu chiamato a ridefinire la propria presenza nella società. In questo contesto maturò il cosiddetto “Progetto culturale orientato in senso cristiano”, di cui il Cardinale Ruini fu tra i principali promotori. L’iniziativa mirava a favorire la nascita di percorsi e progetti radicati nei territori e nelle comunità locali, valorizzando le risorse umane, culturali ed educative già presenti e coinvolgendo i diversi soggetti ecclesiali e sociali. L’obiettivo non era tanto quello di elaborare strategie calate dall’alto, quanto di sostenere interventi capaci di rispondere ai bisogni e alle attese concrete delle persone e delle comunità, contribuendo a una presenza cristianamente ispirata nel dibattito culturale e civile del Paese. Nato nel solco del Convegno ecclesiale di Palermo, il progetto rappresentò una delle iniziative più significative del cattolicesimo italiano contemporaneo, pur conoscendo negli anni sviluppi differenti e una progressiva perdita di slancio.
L’impegno nel dibattito pubblico
Ruini sostenne sempre con chiarezza la necessità di una presenza attiva dei cattolici nella vita pubblica del Paese, secondo una logica di partecipazione e testimonianza, invitando i credenti a un coinvolgimento consapevole nello spazio democratico e all’espressione delle proprie convinzioni nel contesto di una società plurale e in continua trasformazione. Pur divenendo spesso un protagonista del dibattito pubblico e politico, considerò sempre prioritario il suo ministero pastorale e il servizio alla Chiesa. Per questo alcune etichette esclusivamente “politiche”, che gli furono talvolta attribuite, rischiano di restituire un’immagine parziale e non del tutto fedele della sua persona e della sua azione ecclesiale. La sua figura resta così legata a una stagione nella quale la Chiesa italiana cercò di confrontarsi con la modernità politica e culturale, proponendo una presenza cristianamente ispirata nel dibattito civile del Paese, in continuità con una missione che continua a caratterizzare, pur con accenti e modalità differenti, l’impegno ecclesiale nella società.
Alla guida della Commissione su Medjugorje
Tra gli incarichi affidatigli negli anni più recenti vi è anche la presidenza della Commissione internazionale d’inchiesta su Medjugorje, costituita presso la Congregazione per la Dottrina della Fede e operativa dal 2010 al 2014. Sotto la sua guida la Commissione svolse un approfondito lavoro di studio e di verifica, esaminando un’ampia documentazione e ascoltando direttamente i protagonisti e i testimoni coinvolti. Anche in questo delicato compito il Cardinale Ruini si distinse per equilibrio, rigore ecclesiale e saggezza di giudizio, qualità che hanno caratterizzato l’intero arco del servizio ministeriale.
Gli anni della pensione e gli ultimi scritti
Negli ultimi anni, lasciati gli incarichi di governo, Ruini ha continuato a servire la Chiesa con passione e discrezione, dedicandosi soprattutto allo studio, alla riflessione teologica e alla divulgazione. Non ha tuttavia rinunciato a intervenire su temi di attualità, venendo spesso apprezzato per la sua onestà intellettuale e il suo equilibrio. Tra le opere degli ultimi anni si ricordano “Intervista su Dio”, realizzata con Andrea Galli, e “C’è un dopo?”, volume nel quale affronta la domanda sulla possibilità di una vita oltre la morte in un contesto culturale segnato dal secolarismo e dalla visione scientifica del mondo.
La gratitudine della Chiesa di Roma
Nel comunicato diffuso alla notizia della sua morte, il cardinale vicario Baldassare Reina, insieme al Consiglio episcopale e alla Diocesi di Roma, ha espresso «gratitudine per la lunga e proficua vita cristiana e per il suo servizio alla Chiesa», affidando il cardinale Ruini «alla misericordia del Signore». La diocesi ha inoltre ricordato come la sua guida pastorale, dal 1991 al 2008, abbia «lasciato un segno profondo» e ne ha sottolineato la capacità di interpretare la presenza dei cristiani nella città e nel Paese, accompagnando le transizioni culturali e sociali con la consapevolezza di custodire e testimoniare il patrimonio di valori della tradizione cattolica. Un tratto che, secondo il comunicato, ha caratterizzato il suo ministero nel solco del suo motto episcopale «Veritas liberabit nos».
di Leonardo Piras
