
È stata inaugurata questa mattina, presso l’Istituto salesiano Don Bosco, la mostra itinerante “Profezie per la pace”, promossa da Gioventù Studentesca e organizzata nel territorio dalla Caritas diocesana. All’apertura ha preso parte l’arcivescovo monsignor Giuseppe Baturi, che ha incontrato studenti e docenti, avviando un momento di dialogo sul tema della pace a partire dalle testimonianze proposte dal percorso espositivo.
La mostra, presentata nel 2025 al Meeting di Rimini e realizzata con il coinvolgimento di docenti e studenti provenienti da diverse parti d’Italia – tra cui anche Cagliari – nasce dalla risposta all’appello di papa Francesco, lanciato nel 2022 in occasione del centenario della nascita di don Luigi Giussani, a diventare protagonisti di una profezia di pace.
Attraverso 21 pannelli e contenuti video, il percorso raccoglie dieci storie provenienti da diversi contesti internazionali – dalla Palestina ad Haiti, dal Rwanda al Myanmar – dando voce a uomini e donne che, pur segnati dall’esperienza della guerra, sono diventati testimoni di riconciliazione. Volti spesso dimenticati, ma capaci di indicare una possibilità concreta di speranza.
«La pace può iniziare da sé dentro un rapporto e può creare davvero un rinnovamento – ha sottolineato monsignor Baturi. Le domande emerse nell’incontro con i ragazzi tendevano a individuare un filo di responsabilità personale: cosa posso fare io, qui dove sono?». Un interrogativo che, ha aggiunto, «può vedersi davvero impegnati, perché la pace è possibile dentro un’amicizia, una volontà di riconciliazione che è possibile realizzare dappertutto per l’opera di ciascuno».
La mostra si inserisce in un più ampio cammino educativo che ha già toccato parrocchie e scuole del territorio, accompagnando anche il tempo quaresimale. «È un percorso che mette al centro non solo il tema della pace, ma anche le cause dei conflitti e i processi che possono disinnescarli – ha evidenziato don Marco Lai, direttore della Caritas diocesana. Si tratta di uno sguardo sul mondo che invita a scavare nelle radici profonde, per rimettere al centro l’uomo e riscoprire la riconciliazione come via autentica di progresso».
Particolarmente significativo il coinvolgimento degli studenti, chiamati a confrontarsi direttamente con le storie proposte. «Siamo molto grati, come scuola, di aver ospitato questa mostra, che ha un alto valore educativo – ha dichiarato la dirigente scolastica Maria Lovato. I ragazzi hanno un grande desiderio di capire che cosa sia la pace, e questa esperienza ha offerto loro una chiave di risposta a una domanda così grande».
Dopo essere stata ospitata in diverse realtà parrocchiali e in sei istituti scolastici del territorio, la mostra resterà visitabile presso l’Istituto Don Bosco fino al 27 aprile. Successivamente, l’8 maggio, sarà allestita negli spazi della Curia arcivescovile, proseguendo così il suo cammino come occasione di riflessione e di educazione alla pace, a partire dalle storie concrete di chi, anche nei contesti più difficili, continua a scegliere la via della riconciliazione.
