Veglia pasquale in Cattedrale. Baturi «Cristo Risorto vive ed agisce in noi»

Nella notte della Veglia pasquale, cuore dell’anno liturgico, la Cattedrale di Cagliari ha accolto la celebrazione presieduta dall’arcivescovo monsignor Giuseppe Baturi. Una liturgia densa di segni e di parola, nella quale la Chiesa passa dalle tenebre alla luce, annunciando la risurrezione del Signore.

Il rito della luce ha aperto la celebrazione: dal fuoco nuovo è stato acceso il cero pasquale, segno di Cristo risorto, mentre la luce si diffondeva tra i fedeli. Il canto dell’Exsultet ha annunciato la Pasqua del Signore, proclamando la vittoria della vita sulla morte.

La liturgia della Parola ha ripercorso le tappe della storia della salvezza, culminando nella proclamazione del Vangelo della risurrezione. Dopo il canto del Gloria e dell’Alleluia, la comunità ha accolto l’annuncio pasquale, centro della fede cristiana.

Nell’omelia, l’arcivescovo ha richiamato il significato della nuova vita in Cristo: «Se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui… Così anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesù». Il battesimo – ha sottolineato – «ci fa partecipare intimamente alla risurrezione di Gesù Cristo».

La risurrezione non è solo memoria, ma presenza operante: «Cristo Risorto vive ed agisce “in” noi e attraverso noi vive e agisce nel mondo e nella storia degli uomini». Una novità che trasforma l’esistenza: «La novità del battesimo è questa vita “per” l’assoluta Verità, l’infinito Amore, l’eterna Bellezza».

L’arcivescovo ha quindi richiamato il dramma del male, che attraversa il cuore umano: «Un baratro è l’uomo e il suo cuore un abisso». Ma proprio lì si manifesta l’opera della salvezza: «Accettando la morte, scendendo nelle viscere della terra, aprendo gli inferi, Cristo ha raggiunto la profondità del cuore dell’uomo e vi ha restaurato l’immagine di Dio».

Da qui nasce la missione dei cristiani: «Siamo chiamati a stare nel mondo… per cambiare la violenza in gratuità, le ferite in ponti», testimoniando una vita riconciliata e aperta alla pace.

La celebrazione è proseguita con la liturgia battesimale, con il rinnovo delle promesse del Battesimo, e con la liturgia eucaristica, nella quale il Risorto si è fatto presente in mezzo al suo popolo.

«Viventi per Dio, in Cristo Gesù»: è questa la vocazione dei credenti, chiamati a essere «lo spazio, la casa, il corpo della continua incarnazione e risurrezione del Signore nel mondo», perché la luce della Pasqua continui a illuminare la storia degli uomini.

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