Nel corso della visita all’hospice di via Jenner a Cagliari, l’Arcivescovo monsignor Giuseppe Baturi, ha condiviso una riflessione intensa sul senso della presenza della Chiesa nei luoghi della sofferenza.
«Perché vengo qui? Perché sono luoghi in cui l’umanità vive senza difese, e quindi si esprime come domanda, come richiesta di aiuto» – ha affermato, sottolineando come proprio nel confronto con il limite cadano molte false sicurezze e si apra uno spazio di verità.
L’Arcivescovo ha invitato a riconoscere ogni istante come decisivo: «Ogni ora è quella decisiva. In un luogo come questo si può imparare a guardare con verità e con amore ogni istante, a riconoscere l’amore e a sperare sempre».
Nel suo intervento ha richiamato anche alcune immagini evangeliche. A partire dall’incontro tra Gesù e la Samaritana: «Questo è il compito della Chiesa: incrociare gli uomini nei pozzi dove vanno ad attingere acqua, cioè nei luoghi della loro sete di vita, di felicità, di speranza». È lì, ha spiegato, che si può annunciare «l’acqua viva che non finisce mai».
Un secondo riferimento è stato quello alla risurrezione di Lazzaro, segno della possibilità di superare ogni ostacolo: «Ci sono pietre che sembrano chiudere il cammino. Ma quando Gesù dice “togliete la pietra”, ci ricorda che c’è qualcosa di più forte della durezza della pietra: l’amore di Dio».
Particolarmente significativo il passaggio dedicato al mondo della cura. L’Arcivescovo ha richiamato l’antica immagine di Cristo medico: «Cristo è medico delle anime e dei corpi. Quando si tocca un corpo si entra in rapporto con un’anima». Da qui il valore profondo del lavoro dei sanitari: «Nei medici Cristo si rende presente come colui che cura, ma anche come il paziente. Ogni volta che si piegano su una persona, è come se si piegassero su Cristo stesso».
Un pensiero di gratitudine è stato rivolto anche ai volontari e agli operatori, segno concreto di una carità che si fa prossimità quotidiana.
In conclusione, l’Arcivescovo ha ribadito il cuore dell’annuncio cristiano: «Sono venuto a dire che gli uomini sono amati sempre, in ogni istante, e che ogni istante è prezioso. Il destino che ci attende è la bellezza eterna, perché Cristo è risorto».
