
La Basilica di Nostra Signora di Bonaria si prepara a vivere nel 2026 il centenario dell’elevazione a Basilica minore, avvenuta nel 1926 per volontà di papa Pio XI. Un anniversario che non rappresenta soltanto una ricorrenza storica, ma un momento ecclesiale capace di coinvolgere l’intera Sardegna, chiamata a riscoprire il legame profondo con la sua patrona.
La comunità mercedaria, custode del santuario dal XIV secolo, sta preparando da tempo il cammino spirituale verso l’appuntamento. «Ci stiamo preparando già da un paio d’anni – spiega padre Eugenio Caramia, parroco di Nostra Signora di Bonaria – perché Bonaria non attira soltanto visitatori, ma soprattutto la fede della gente. Questo è ciò che più commuove: vedere un popolo che continua ad affidarsi alla Madonna».
Il centenario sarà preceduto da un intenso percorso liturgico e pastorale. «Viviamo una fervida attesa delle celebrazioni – aggiunge padre Caramia – perché questo anniversario è prima di tutto un affidamento alla Madonna e un’occasione per rinnovare la fede».
Le celebrazioni entreranno nel vivo a metà aprile con la novena animata dai vescovi della Sardegna. Il 24 aprile, cuore del centenario, è prevista la solenne celebrazione eucaristica, seguita dall’ottavario che coinvolgerà tutte le foranie della diocesi.
Bonaria, del resto, è da secoli uno dei luoghi simbolo della religiosità sarda. «Questo dà onore alla Sardegna e alla sua Chiesa – sottolinea ancora padre Caramia – perché i Papi hanno sempre sostenuto la fede del popolo affidando quest’isola alla protezione di Maria».
Per i Mercedari il centenario rappresenta anche un ritorno alle radici del proprio carisma. «Vogliamo vivere Bonaria anzitutto come realtà mariana – afferma padre Efisio Schirru, provinciale dei Mercedari – perché la spiritualità mariana ci appartiene profondamente. Siamo qui dal 1335 e desideriamo celebrare questo anniversario con tutta l’intensità possibile».
Il programma non sarà soltanto liturgico. Accanto alle celebrazioni religiose sono previsti convegni culturali, momenti popolari e iniziative artistiche. «Sarà un momento particolare per il culto mariano – prosegue padre Schirru – vivo e radicato non solo a Bonaria ma in tutta la Sardegna».
Le iniziative proseguiranno fino all’estate, con eventi culturali e con la tradizionale processione a mare di luglio, segno visibile di una fede che continua a intrecciarsi con la vita quotidiana della gente.
Il centenario della Basilica di Bonaria si annuncia così come un tempo di grazia: memoria riconoscente del passato, ma soprattutto sguardo rivolto al futuro. Un invito, per la Chiesa sarda, a rimettersi in cammino sotto lo sguardo materno di Maria, perché, come ricorda padre Schirru, «il culto verso la Madonna di Bonaria resta un sentimento popolare vivo, capace ancora oggi di unire fede, storia e identità».
di Andrea Pala
