
La Chiesa di Cagliari ha accolto la “XXXIV Giornata Mondiale del Malato” con un percorso articolato in tre celebrazioni eucaristiche, promosso dall’Ufficio diocesano per la Pastorale della Salute. Un cammino che accompagna la comunità diocesana nei mesi di febbraio, marzo e aprile, invitando a riflettere sul valore della prossimità verso chi vive l’esperienza della malattia e della fragilità.
Il tema scelto per quest’anno si ispira alla parabola evangelica del buon Samaritano: «La compassione del Samaritano: amare portando il dolore dell’altro». Un richiamo forte alla responsabilità cristiana di farsi prossimi a chi soffre, condividendo il peso della sofferenza con gesti concreti di cura, attenzione e solidarietà.
A illuminare il cammino è anche il messaggio di Papa Leone XIV, che ricorda come la dignità della persona rimanga sempre intatta in ogni condizione della vita: «Ciascuno di noi, nel corso della vita, si può ritrovare sano o malato, occupato o disoccupato, in patria o in terra straniera: la sua dignità però rimane sempre la stessa, quella di creatura voluta e amata da Dio».
La diocesi ha scelto di vivere questa ricorrenza attraverso un itinerario scandito in tre tappe. La prima celebrazione si è svolta nelle scorse settimane nella Cattedrale di Cagliari, aprendo il percorso di preghiera e riflessione.
La seconda tappa si è tenuta domenica 1 marzo nella parrocchia Vergine della Salute di Cagliari, dove l’arcivescovo monsignor Giuseppe Baturi ha presieduto la celebrazione eucaristica insieme ai sacerdoti e ai fedeli della comunità. Un momento di preghiera particolarmente significativo, vissuto accanto ai malati, ai loro familiari e agli operatori sanitari, segno concreto della vicinanza della Chiesa a chi attraversa il tempo della prova.
In questo articolo proponiamo alcuni scatti della celebrazione, che raccontano la partecipazione della comunità e il clima di raccoglimento e condivisione vissuto durante la liturgia.
Il percorso diocesano dedicato alla Giornata Mondiale del Malato si concluderà sabato 11 aprile 2026 alle ore 17, a Siurgus Donigala, nella chiesa parrocchiale di Santa Maria, con la celebrazione eucaristica presieduta ancora dall’arcivescovo mons. Giuseppe Baturi.
Un itinerario spirituale che invita tutta la comunità diocesana a riscoprire il valore evangelico della compassione e della cura reciproca, riconoscendo in ogni persona sofferente il volto stesso di Cristo.
