Da oltre trent’anni la Domenica delle Palme è la Giornata Mondiale della Gioventù, celebrata ogni anno in ciascuna diocesi e periodicamente vissuta a livello internazionale nei diversi continenti. Le giornate internazionali hanno avuto finora sempre la presenza del Papa e proprio in questi giorni papa Francesco ha annunciato ufficialmente che sarà a Cracovia dal 27 al 31 luglio prossimo per la giornata che avrà come tema “Beati i Misericordiosi perché troveranno Misericordia”.

Cracovia e la Polonia, patria di San Giovanni Paolo II, rappresentano la tredicesima tappa di un lungo pellegrinaggio, iniziato a Buenos Aires nll’87, proseguito a Santiago de Compostela nell’89, a Czestochova nel 91, a Denver nel 93, a Manila nel 95, a Parigi nel 97, a Roma nel 2000, a Toronto nel 2002, a Colonia nel 2005, a Sydney nel 2008, a Madrid nel 2011 e a Rio de Janeiro nel 20013. Otto di queste Giornate sono state presiedute da S. Giovanni Paolo II, tre sono state guidate da Benedetto XVI e papa Francesco ha, si può dire, inaugurato i suoi grandi pellegrinaggi con la GMG di Rio.

L’impegno dei Papi e le tappe percorse testimoniano una precisa indicazione per tutta la Chiesa, chiamata a dedicare una speciale attenzione ai giovani e a renderli veri protagonisti della nuova evangelizzazione. Questo richiamo non è scontato né gratuito, poiché sono sempre in agguato due pericoli: il primo è quello di ritenere i giovani eternamente immaturi; il secondo è quello di strumentalizzare i giovani, spesso in modo astuto, per obiettivi che nulla hanno a che fare con le aspirazioni vere e profonde dei giovani stessi. La convinzione di San Giovanni Paolo II, e di molti altri santi e grandi educatori, era che il Signore ci parla attraverso i giovani e la loro voglia di rinnovamento, spesso soffocata dalle molte resistenze di chi è ben assestato nella vita e non ha nessuna intenzione di rimettersi in cammino. Troviamo quindi una profonda consonanza tra il cuore dei giovani e il messaggio pasquale. La resurrezione di Gesù è la novità più radicale che possiamo immaginare: una vita totalmente rinnovata e liberata da tutto ciò che ha a che fare con la morte. I giovani ci richiamano alla bellezza della vita e della speranza, Gesù risorto ci offre vita e speranza. Se non ci apriamo ai giovani, al loro mondo, alla speranza che portano nel cuore, come potremo aprirci alla luce del Signore risorto e alla novità di vita che vuole donarci?

+ Arrigo Miglio
Arcivescovo